La carta abrasiva è uno strumento per levigare e rendere liscia una superficie; è fondamentale per:
– preparare una superficie alla verniciatura,
– mitigare i danni dovuti ai detriti che segnano e rigano la parte di un telaio in plastica a contatto con il manto stradale e
– restaurare una carrozzeria rigida in stirene o ABS.
La carta abrasiva è un foglio coperto da materiale abrasivo che si distingue per le dimensioni della grana del materiale incollato sulla carta stessa, questi strati levigano la superficie su cui il foglio di carta abrasiva viene strusciato.
Ambiente di lavoro e scelta della carta abrasiva
Lavorare in ambienti con molta luce ed areati per evitare di respirare la polvere che si genera durante il trattamento.
Con acqua tiepida e sapone sgrassante da cucina, lavare la superficie da levigare che deve essere pulita e priva di polvere. Il tipo di lavorazione risente della presenza di detriti più o meno piccoli sulla superficie da trattare, i detriti potrebbero compromettere il lavoro rigando in modo più o meno marcato la superficie che si sta trattando.
Prima di poter descrivere le operazioni da compiere è necessario acquisire delle nozioni tecniche sulla carta abrasiva che si distingue per la sua numerazione: più è alto il numero di riferimento più è fine la grana della carta. La regola generale è che:
– carta abrasiva caratterizzata da un basso numero permette di levigare molto materiale lasciando graffi e segni e
– carta abrasiva caratterizzata da un alto numero permette di levigare poco materiale eliminando molto lentamente graffi e segni.
Levigare una superficie prevede diversi passaggi con carta abrasiva con grani di tipo diverso, passaggi che vanno ripetuti finchè il risultato finale non è soddisfacente: la sequenza è passare dalla carta abrasiva più ruvida a quella meno ruvida usando tutte le gradazioni disponibili.
Per le lavorazioni su carrozzerie dei modelli radiocomandati si suggerisce di usare carta abrasiva caratterizzata da un numero pari o superiore a 180, per orientarsi nelle molteplici offerte presenti sul mercato:
– carta abrasiva da 180, 240 e 320, queste carte a grana grossa sono adatte per lavori su carrozzerie in stirene o ABS danneggiate a seguito di incidenti, strusciate sul fondo della pista o salti mal riusciti. In questi casi è sempre meglio valutare se non sia preferibile ricostruire la parte danneggiata usando soluzioni di Acetone ed ABS. Vedere la apposita sezione per la lavorazione con soluzione di Acetone ed ABS. Per esperienza, queste gradazioni della carta abrasiva lasciano troppi segni sulla superficie in plastica e porta a un peggioramento della situazione sui telai a vasca il cui guscio si è rigato dopo aver colpito la pista. La grana grossa ha la miglior resa per eliminare grossi difetti ed irregolarità sulla superficie, ma al termine della lavorazione lascia molte righe da trattare con carte più fini.
– carta abrasiva da 400, 600, 800 e 1.000. Queste carte a grana media sono adatte per lavorare al meglio superfici che devono essere rifinite prima di essere lavorate per rendere le superfici stesse lisce al tatto. Permettono di eliminare i segni di impatto con ostacoli nella parte inferiore dei telai a vasca e di eliminare i danni di piccoli incidenti sulla carrozzeria. In caso di un precedente passaggio con carta abrasiva a grana grossa, la lavorazione con carta a grana media serve per rimuovere i difetti e i segni lasciati dalla carta a grana grossa stessa.
– carta abrasiva da 1.200, 1.500 e 2.000. Queste grane sono molte fini e servono a rendere lisce e lucide le superfici, rifiniscono e levigano completamente la superficie preparando la parte per la verniciatura o lucidatura.
Sono disponibili due soluzioni costruttive: carta abrasiva e spugnette abrasive. Sono due soluzioni equivalenti che si identificano sempre per la loro finitura superficiale. Le spugnette possono essere riutilizzate più volte, mentre la carta abrasiva si consuma più velocemente. La scelta di una o altra soluzione dipende da una pura preferenza personale.
Il problema è determinare con quale gradazione di carta abrasiva iniziare il trattamento. Questa è la fase più complessa a cui l’esperienza può dare un contributo perché una carta abrasiva ruvida può danneggiare la parte ulteriormente aumentando i graffi. La regola generale per selezionare la carta abrasiva corretta da cui partire è scegliere un angolo della parte da riparare e fare delle prove di resa della grana. Se i graffi sono profondi valutare di partire con carta abrasiva da 600.
Lavorazione a secco o bagnata
La carta abrasiva può essere utilizzata a secco oppure bagnata. La soluzione a secco è quella di trattare le superfici direttamente con la carta abrasiva. La polvere che si genera aiuta l’azione della carta abrasiva contribuendo alla lavorazione.
C’è il rischio che le particelle di polvere siano troppo abrasive e che rovinino la superficie trattata invece di renderla più omogenea, inoltre la forza da applicare è maggior perché c’è grande attrito tra superficie e carta abrasiva. L’azione della carta abrasiva a secco è maggiore e più efficace nel consumare la superficie lavorata.
Il metodo della carta abrasiva bagnata è probabilmente quello che meglio si adatta al lavoro del modellista per il restauro di carrozzerie in Stirene o di parti in plastica. La carta abrasiva bagnata produce meno polvere ed è meno aggressiva: tutta la polvere che si crea con il passaggio della carta abrasiva è agglomerata dall’acqua che forma una poltiglia. Questa poltiglia non danneggia la superficie trattata.
Esempio di lavorazione per un telaio a vasca della serie Wild Willy che presenta molti segni da impatto che hanno scalfito la superficie inferiore della vasca (vedere immagine); in base allo stato dei segni che sono tanti ed abbastanza profondi si è valutato di partire da una grana da 600 e di lavorare con carta abrasiva bagnata:
– immergere completamente la carta abrasiva nell’acqua,
– bagnare la superficie da trattare,
– agire sulla superficie con movimenti regolari circolari fintanto che la carta non si asciuga. Un segnale che indica il momento di bagnare nuovamente le parti coinvolte è l’attrito tra superficie e carta che aumenta,
– immergere nuovamente nell’acqua la carta abrasiva e iniziare nuovamente il trattamento dal primo passaggio,
– se la carta abrasiva perde di efficacia significa che non ha più abbastanza grana superficiale; procedere con la sostituzione del pezzo di carta abrasiva in uso ed iniziare nuovamente il trattamento dal primo passaggio.
Ripetere le operazioni sopra fintanto che la superficie non migliora il suo stato; quando l’azione della carta abrasiva da 600 non porta a sostanziali miglioramenti visibili è il momento di cambiare la finitura della grana: passare alla fase di lavorazione successiva con carta a grana da 800.
In questa seconda fase, ripetere le operazioni sopra fintanto che la superficie non migliora il suo stato; quando l’azione della carta abrasiva da 800 non porta a sostanziali miglioramenti visibili è il momento di cambiare la finitura della grana: passare alla fase di lavorazione successiva con carta a grana da 1.000.
In questa terza fase, ripetere le operazioni sopra fintanto che la superficie non migliora il suo stato; quando l’azione della carta abrasiva da 1.000 non porta a sostanziali miglioramenti visibili è il momento di cambiare la finitura della grana: passare alla fase di lavorazione successiva con carta a grana da 1.200.
In questa quarta fase, ripetere le operazioni sopra fintanto che la superficie non migliora il suo stato; quando l’azione della carta abrasiva da 1.200 non porta a sostanziali miglioramenti visibili è il momento di cambiare la finitura della grana: passare alla fase di lavorazione successiva con carta a grana da 1.500.
In questa quinta fase, ripetere le operazioni sopra fintanto che la superficie non migliora il suo stato; quando l’azione della carta abrasiva da 1.500 non porta a sostanziali miglioramenti visibili è il momento di cambiare la finitura della grana: passare alla fase di lavorazione successiva con carta a grana da 2.000.
Esperienza dice che alla fine della lavorazione con grana da 2.000 la superficie è completamente liscia al tatto ed è opaca (vedere immagine sotto). Il successo di questa successione di fasi di lavorazione dipende dalla scelta dalla grana iniziale che influenza il risultato finale: se la grana iniziale è troppo grossa si peggiora la situazione e se la grana è troppo fine non si riesce a cancellare i segni dell’usura
In commercio sono disponibili anche delle spugnette abrasive che possono essere usate per rendere ancora più uniforme la superficie. Le spugnette hanno una grana superficiale che arriva anche a 8.000 … 10.000 o anche superiore.
Per ottimizzare il trattamento ed ottenere un effetto lucido, lavorare la superficie con Polish – pasta abrasiva (nella immagine sotto si vede applicazione di due virgole di Polish). Il Polish deve essere lavorato con un panno in microfibra pulito lucidando le parti fintanto che la crema non scompare. Compiere movimenti circolari regolari con il panno che distribuisce il Polish sulla superficie. Molti Polish sono in realtà un set completo di 2, 3, 4 o più tipi di paste che vanno applicati in sequenza in quanto si differenziano per la loro capacità di abrasione. Vanno applicati seguendo la stessa logica usata per la carta abrasiva: dal Polish più abrasivo (è più aggressivo rispetto alle irregolarità della superficie) a quello meno abrasivo (ha un effetto lucidante sulla superficie), non saltare nessun passaggio ed utilizzare tutte le gradazioni possibili.
La pasta per i denti o dentifricio ha lo stesso effetto meccanico del Polish perché al suo interno il dentifricio contiene delle microsfere che servono per trattare lo smalto dei denti. Lo stesso effetto che è necessario ottenere sulle superfici in stirene o plastica che stiamo trattando. Alla fine della lavorazione con carta abrasiva e polish, la parte ha acquisito aspetto evidenziato nella immagine sotto: molti dei segni sono stati cancellati oppure sono meno evidenti. Più la parte è usurata più è difficile riportarla alle condizioni di fabbrica. E’ possibile ripetere tutta la lavorazione partendo dal primo passaggio con carta a grana da 800 fino al quinto passaggio con carta a grana da 2.000 per cercare di migliorare maggiormente effetto finale; ma graffi o scalfitture profondi non si possono cancellare.
Come usare la carta abrasiva
Si può utilizzare la carta abrasiva senza nessun supporto, usando le dita per fare pressione nel punto in cui si vuole che la carta abrasiva faccia il maggior effetto. Per superfici complesse e dalle forme particolari, le dita possono essere il miglior supporto per la carta abrasiva.
Se la superficie da trattare è piana è meglio usare un supporto in legno a forma di parallelepipedo. Tagliare una striscia di carta abrasiva in modo tale da avvolgere completamente il pezzo di legno sovrapponendosi sul lato lungo. Fissare la carta abrasiva al pezzo di legno con due punte da disegno come evidenziato in rosso nella immagine sotto.
Nel caso sia necessario levigare un angolo retto o ottuso cambiare il supporto in legno da parallelepipedo a cuneo, come illustrato nella immagine centrale sotto. Fissare la carta abrasiva sul cuneo utilizzando sempre delle puntine da disegno.
Nel caso sia necessario levigare un angolo acuto o una scanalutura cambiare il supporto in legno con una spatolina, vedere immagine sotto a destra. Fissare la carta abrasiva alla spatolina usando delle scotch.
La carta abrasiva è da passare sulla superficie con un movimento meccanico continuo e ripetitivo, meglio se circolare; infatti, se la lavorazione è lineare consuma la superficie modificandone la forma.
Nella immagine sotto a sinistra esempio A, un movimento lineare eseguito lungo l’asse dell’oggetto da lavorare modifica la superficie trasformando la sua sezione da circolare a poligonale. Si consuma la superficie in modo irregolare modificandone la forma.
Nella immagine sotto a sinistra esempio B, un movimento lineare eseguito perpendicolare all’asse dell’oggetto da lavorare modifica la superficie trasformandolo la sua forma in una specie di sella o cilindro concavo. Si consuma maggiormente la parte centrale rispetto a quella alle estremità.
Nella immagine sotto al centro esempio D, un movimento lineare modifica la superficie trasformando la sua forma da piatta a bombata. Si consuma maggiormente i lati della superficie rispetto alla parte centrale.
Questo difetto nelle lavorazioni si verifica meno marcatamente se i movimenti sono circolari e non lineari, però movimenti circolari sono meno efficienti di quelli lineari togliendo un strato superficiale più sottile; quindi, le operazioni diventano più lunghe.
E’ importante dosare correttamente la pressione sulla carta abrasiva con cui agire sulla superficie. A fronte di una riparazione eseguita con stucco o con soluzione di acetone ed ABS, un’azione troppo marcata genera un avvallamento, vedere immagine a destra esempio E.
A fronte di una riparazione eseguita con stucco o con soluzione di acetone ed ABS, un’azione troppo poco marcata lascia un rigonfiamento, vedere immagine a destra esempio F.
A fronte di una riparazione eseguita con stucco o con soluzione di acetone ed ABS, un’azione corretta lascia una superficie perfettamente liscia, vedere immagine a destra esempio G.
Il test di verifica migliore che si possa compiere è passare il dito sulla superficie trattata, il polpastrello è molto sensibile: se non si rilevano righe, avvallamenti, gobbe …il lavoro è stato portato a termine con successo.
Terminato il lavoro con la carta abrasiva, preparare i passaggi seguenti lavando la parte con acqua tiepida e sapone sgrassante da cucina.