Countach Lamborghini

Modello
Tamiya Lamborghini Countach LP500S numero articolo 58005 rilasciato alla vendita nei primi mesi del 1978 e disponibile fino al 1980
Carrozzeria in polistirene
Telaio Countach

Analisi del modello da restaurare
Partendo dalla parte anteriore andando verso la parte posteriore, l’analisi del telaio rileva che:

– paraurti anteriore presente e integro,
– cerchioni originali con ruote mediamente in ordine (senza crepe o rotture),
– elettronica presente con evidenti segni del passare del tempo,
– controllo della velocità meccanica a cui manca il fusibile e il porta fusibile,
– piastra porta elettronica completa e
– motore RS380S originale con un dissipatore opzionale installato.

Partendo dalla parte anteriore andando verso la parte posteriore, l’analisi della carrozzeria rileva che è completa di:

– paraurti anteriore con adesivo della targa
– vetri,
– tergicristallo,
– cruscotto,
– pilotino,
– due prese d’aria laterali alte subito dietro abitacolo,
– due prese d’aria alterali basse subito dietro alle portiere,
– presa d’aria superiore,
– luci posteriori e
– porta targa posteriore con adesivo della targa.

La carrozzeria esternamente è di colore nero, internamente è di colore rosso; il colore del polistirene è bianco. Nel passato la carrozzeria ha cambiato colore almeno due volte.

Restauro telaio
La sequenza di operazioni per il restauro del telaio prevede: smontare tutte le parti della meccanica e della elettronica, per verificare se tutti i componenti sono in ordine.
Le parti in metallo risentono del tempo, ma sono integre e non sono troppo ossidate o arrugginite.
Le parti in plastica sono in ordine e non sono rotte. Elettronica è in ordine; ma coperta dai residui di colla, un foglio spesso pochi millimetri di gomma piuma è stato incollato sui servocomandi e ricevente.

Trattare tutta la minuteria con gasolio per sette giorni per togliere qualsiasi traccia di ossido e ruggine.
Lavare con acqua calda e sapone da cucina sgrassante tutte le parti e poi eseguire un ciclo nella lavatrice ad ultrasuoni per i pezzi medio – piccoli:

– parti in metallo per 25 minuti a 70°C e
– parti in teflon o plastica per 25 minuti a 40°C.

Quando le ruote sono in gomma e non spugna, per iniziare il restauro la prima parte da verificare sono le gomme.
La domanda è sempre la stessa e vale per qualsiasi parte coinvolta in un restauro: è possibile recupera il pezzo-pezzi o è necessario comprarne di nuove? Se le gomme hanno bisogno di un trattamento completo alla glicerina si impiega dalle 3 alle 4 settimane. E’evidente che questa è la fase candidata ad essere la più lunga di tutta l’operazione di restauro, è tanto lunga quanto poco impegnativa.
Le ruote non sono ovalizzate (appaiono solo vecchie), non hanno crepe o rotture, il battistrada non è rovinato dal tempo e non è consumato (appare uniformemente liscio). In questo caso è evidente che è sufficiente ridare lucentezza ed elasticità alla gomma con un trattamento alla glicerina.
Sequenza di immagini che riassume il lavoro di restauro delle ruote in gomma:

– smontare le ruote (cerchioni e gomme) dal telaio
– separare le gomme dal cerchione, fare molta attenzione perché è frequente trovarli incollati tra loro. Se le parti sono incollate c’è il reale rischio che cercando di separare la gomma dal cerchione, si danneggi la gomma in modo irreparabile. Se la gomma è incollata in modo inseparabile al cerchione è meglio ispezionare il cerchione e cercare di capire se non ha particolari danni. Nel momento in cui il cerchione non ha danni è ragionevole sottoporlo allo stesso trattamento previsto per la gomma; questa procedura evita di staccare le due parti. La glicerina non è aggressiva né per la plastica né per la vernice,
– inserire le gomme + cerchioni nella glicerina. Utilizzare un barattolo in metallo per la vernice che è in metallo la cui tenuta è ermetica quando è chiuso. Il tempo minimo di questo trattamento è sette giorni,
– dopo una settimana di trattamento le gomme hanno già cambiato colore e al tatto sono più elastiche. Il passaggio seguente è lasciare gomme + cerchioni a spurgare la glicerina su un panno di carta da cucina. Il panno di carta da cucina è da cambiare giornalmente per evitare che si inzuppi di glicerina, in questa fase girare ogni volta i pezzi in modo tale che le gomme spurghino tutta la glicerina in eccesso. Questa attività deve essere fatta per il tempo necessario che le gomme smettono di spurgare glicerina, in media deve trascorrere dai sette agli otto giorni.Appoggiare cerchione e gomma sempre sul lato del cerchione. Questo accorgimento è fatto per non rischiare di ovalizzare la gomma che adesso è particolarmente morbida ed elastica,
– con un panno di carta da cucina quotidianamente asciugare i pezzi togliendo ogni traccia di glicerina, per almeno sette giorni. La gomma sta ancora spurgando la glicerina, ma in quantità minore.

 

Il motore Mabuchi RS380S è originale; per restaurare il motore togliere il dissipatore in metallo che è un accessorio post-vendita non originale Tamiya di qualità dubbia che è arrugginito sulla superficie interna a contatto con il motore.
La ruggine ha intaccato la cassa esterna del motore, lucidare la cassa cercando di lasciare intatto adesivo che riporta la sigla RS380S.  Il tappo nero del motore è ricoperto da plastica fusa di colore marrone, presumibilmente è quanto resta di un cappuccio messo sopra i contatti per proteggerli dall’acqua e dalla polvere. Il tempo ha cotto questa parte che si è incollata al motore stesso. Con attenzione toglierla usando un bisturi.
La ricevente è ricoperta di resti di colla cristallizzata dal tempo, con un’azione meccanica usando un panno togliere quanto resta della spugna e la colla ancora morbida. Tolto questo strato rimane la colla che ormai si è cristallizzata formando una superficie irregolare:

– usare carta abrasiva 1.500 per trattare la superficie e
– lucidare la superficie con del Polish o del dentifricio utilizzando un panno morbido.

Eseguire le medesime operazioni sui due servocomandi.
Il regolatore di velocità, porta batteria e interruttore sono in ordine: il restauro consiste nel pulirli con lo stesso panno con cui si è lucidato servo e ricevente per togliere la polvero e dare nuova lucentezza alle parti in questione.
Il regolatore meccanico della velocità è privo del fusibile e del suo porta fusibile. E’ disponibile nel materiale del set un porta fusibile a cui manca il cavo, è possibile recuperare questa parte: L’operazione di restauro consiste in questi passaggi:
– aprire le due linguette grandi blocca guaina utilizzando un cacciavite a punta piatta,
– utilizzare una piccola pinza per togliere quello che resta del cavo elettrico; guaina e filo intrecciato di rame,
– a questo punto si è aperto uno spazio che permette di infilare il piccolo cacciavite a punta piatta per aprire le ultime due linguette più piccole,
– in queste condizioni è facile crimpare un nuovo cavo (nero) che permette di collegare il regolatore di giri alla batteria

Per la guaina in plastica trasparente non è disponibile nessun pezzo di ricambio, è accettabile partire da un proteggi connettori per il motore che è  e di di lunghezza e diametro inferiore a quando serve. L’unica cosa che ha in comune con la soluzione originale è il tipo di materiale plastico. Per cambiare dimensioni a questa plastica morbida è sufficiente scaldarla con un asciuga capelli e molto lentamente allargare il diametro e allungare la guaina.
Dopo diversi passaggi si può vedere il risultato finale che è a mala pena sufficiente.
Non è identico a quello originale, ma comunque compie il suo lavoro di proteggere il fusibile ed evitare cortocircuiti.

Tamiya prevede per questo modello due alternative per alimentare il motore e il controllore meccanico della velocità:

– pacco batteria da 5 celle da 6 Volts oppure
– 4 celle singole del tipo D (mezza torcia) con relativo doppio porta batterie in plastica

Tamiya ha rilasciato negli anni 80 una serie di kit educativi che necessitano di due batterie per poter funzionare. In base alle dimensioni del set educativo, le batterie possono essere più o meno grandi.
Il codice 70012 “dry battery case” contiene il porta batterie da due celle tipo R14/C/UM2 (mezza torcia), che è usato in questi modelli. Il set è completato da un interruttore che nn serve per questa applicazione.
Il set comprende queste parti che servono per questa applicazione: il doppio porta batteria bianco, le linguette in metallo per il cablaggio delle celle, viteria varia e la fascia blu di tessuto che serve per estratte le celle dal contenitore.
Il porta batterie è marchiato con la data di produzione (1978), la versione nera utilizzata sui primi modelli ha come data di produzione 1975; sono veramente rari.

Le parti sono state tutte trattate e pulite, ultima fase del restauro è assembrare nuovamente le componenti che costituiscono il telaio:

– assemblare differenziale posteriore ed assale,                   r
– installare interruttore con porta batteria per alimentare elettronica al cambio posteriore,
– installare assale posteriore e ingranaggio sul cambio posteriore,
– unire la parte appena assemblata con il corpo centrale del telaio,
– avvitare sul telaio la piastra porta elettronica,
– installare paraurti frontale nero in plastica al telaio; con questa parte il telaio sta iniziando a prendere forma,

– assemblare gruppo sterzo anteriore con servocomando,
– unire questi due macro-parti in un unico pezzo,
– installare le 4 ruote complete di cerchioni e
– installare il regolatore di velocità e i due porta batterie sul telaio.

L’azione di smorzare le vibrazioni e le asperità del terreno sono demandate alle ruote-gomme stesse che hanno una spalla abbastanza alta e morbida da sostituire gli ammortizzatori. Ovviamente la pista migliore è quella più liscia possibile.

Restauro carrozzeria
Per poter procedere al restauro della carrozzeria la prima operazione è smontare tutte le parti incollate e togliere gli adesivi dalla carrozzeria.

Ora togliere lo strato o gli strati di vernice precedenti. Per togliere il colore il sistema più veloce e che ha meno impatto per l’ambiente è immergere la carrozzeria in alcol etilico denaturato al 90… 99% nella versione privo di coloranti aggiunti e profumo. Alcol può essere utilizzato per più cicli.
La vernice viene aggredita dall’alcol e si può togliere con una semplice azione meccanica usando una spatola in legno o panni di carta da cucina. L’attrito stacca la vernice dalla carrozzeria.
Ripetere l’operazione di lasciare immersa la carrozzeria e l’azione meccanica fintanto che la vernice è stata tolta completamente.
Per togliere la vernice negli angoli usare uno stuzzicadenti in legno. La attività di togliere la vernice è abbastanza lunga perché bisogna procedere con diversi passaggi e ripetere la stessa operazione fintanto che il risultato finale non soddisfa. Nel contempo alcol attacca la colla sciogliendola. In questo modello il vetro frontale-laterale, pilotino, prese dell’aria, vetro dei fari…sono stati incollati con un mastice di colore marrone chiaro. Dopo il trattamento con alcol, la colla residua si è tutta staccata e si è tolto alettone posteriore senza alcun danno.
Lo stesso trattamento è applicato a tutte le parti della carrozzerie:

– vetri laterali e parabrezza,
– vetro posteriore,
– due specchietti retrovisori,
– due + due prese d’aria laterali,
– tettuccio,
– cofano motore,
– due scarichi dei gas del motore,
– due modanature dei finestrini,
– pilotino,
– cruscotto e
– volante

Nelle foto si vedono carrozzeria e le parti durante il trattamento in immersione nell’alcol e dopo il trattamento.

Sulla carrozzeria sono presenti quattro fori: due sul cofano, uno sul tetto dell’abitacolo e uno sotto alettone.
Per il restauro di queste parti costruire quattro tappi partendo da un foglio di ABS di 1 millimetro di spessore che abbiano rispettivamente le dimensioni dei quattro fori da chiudere.
Partendo da un quadrato che abbia come lato il diametro del foro da chiudere, tagliare gli angoli per ottenere un ottagono e poi con una lima o con carta abrasiva lavorare gli angoli per avere un cerchio.
Ottenuti i quattro cerchi verificare che si incastrino al meglio nella carrozzeria.
Per saldare queste parti usare una soluzione abbastanza liquida di ABS ed acetone. Con lo scotch da imbianchino chiudere da sotto i fori, lo scotch ha la funzione di evitare che il tappo in ABS si sposti dal suo posto e blocca la soluzione di Acetone ed ABS nel punto in cui serve per saldare le parti. Posizionati i tappi  ed applicata la soluzione, aspettare una giornata intera che la soluzione faccia effetto completamente saldando i tappi alla carrozzeria. Una volta che i tappi si saldati alla carrozzeria, tolgliere lo scotch. Applciare dello stucco e lavorare le superficie con carta abrasiva da 600, 1000, 1.500 e 2.000 finchè non sono completamente lisce al tatto.

Angolo posteriore sinistro dell’alettone è scheggiato: partendo da un foglio di ABS spessore 1 millimetro, costruire un pezzo che replichi il bordo della rottura che non è sicuramente lineare, ricorda il profilo delle montagne. Usare come dima alettone stesso.
Procedere saldando le due parti utilizzando soluzione molto liquida di Acetone ed ABS
Aspettare che le due parti si saldino, almeno 8 ore, poi lavorare con carta abrasiva per rendere le superfici più regolari.

Procedere alla preparazione per il fondo Tamiya Primer bianco fine lavorando con carta abrasiva da 1500 e 2000 per rifinire le superfici. Il set della carrozzeria è completo di ogni sua parte.
I prodotti scelti sono TS8 rosso italiano per le carrozzeria; XF01 nero opaco per passa ruote, minigonna, paraurti anteriore, bordo dei fari anteriori, 2+2+2 prese d’aria, cofano motore, parti laterali del cofano motore, tergicristalli, specchietti retrovisori, cornice dei finestrini, staffe per spoiler, volante, base del guidatore e cinture di sicurezza; XF10 marrone scuro per cruscotto e sedile; X2 bianco per casco, le luci abbaglianti-anabbaglianti-posizione e retromarcia; X6 arancio per le frecce; X11 argento per scarichi, lenti delle luci anteriori e vetri degli spechi retrovisori: X4 blu per tuta del pilotino.

Modello restaurato
Immagini che mostrano il modello terminato.

Il Logo Tamiya, le immagini dei cataloghi, le confezioni , le guide tecniche sono di TAMIYA INC, che non supporta o sponsirizza in nessun modo www.tamiyaclassic.com. Tutti i marchi, loghi, immagini del sito sono copyright dei rispettivi proprietari e non appartengono a www.tamiyaclassic.com.