DYNA STORM

Dyna Storm prende il nome dal primo modello rilasciato alla vendita che utilizza questo telaio:

– Dyna Storm, modello numero 58116 messo in vendita nel 1992 e disponibile sul mercato fino al 1995,
– Dyna Blaster, modello numero 58123 messo in vendita nel 1993 e disponibile sul mercato fino al 1999.

Il telaio Dyna Storm è l’ultimo sviluppo del filone iniziato con la Astute modello numero 58080. I due modelli condividono la filosofia progettuale, ma Dyna Storm e Dyna Blaster hanno più differenze che punti in comune. Nei primi anni 90 il team Tamiya TRF (la sigla è acronimo di Tamiya Racing Factory) ha sviluppato un nuovo prototipo da corsa, codice TRF 211X, basata sulla Super Astute. Da questo progetto realizzato per le corse in circa 100 esemplari è stato ricavato il modello Dyna Storm. Elenco delle parti per la Dyna Storm.

Le caratteristiche principali di questo modello sono:

– trazione sulle ruote posteriori,
– differenziale a sfera di nuova concezione sviluppo di quello installato sulla Astute.
– sistema a frizione multidisco MDC, la sigla è acronimo “Multi Disk Clutch”. Questa nuova frizione è lo sviluppo della TTC (la sigla è acronimo di “Tamiya Traction Control”) installata sulla Astute. Il principio di funzionamento della MDC si basa sull’attrito tra parti in movimento. Sull’albero di trasmissione ci sono tre dischi che chiamiamo “rotori” di attrito (evidenziati in rosso) intervallati da quattro “rondelle piatte” che chiamiamo statori (evidenziati in blu). Questi sette elementi lavorano fruttando attrito tra di loro per trasmettere il moto dall’ingranaggio all’asse. Sull’asse c’è un dado da 4 mm (evidenziato in verde) che determina il livello di coppia da trasferire variando la pressione sulla molla (evidenziata in arancione) che genera la forza che regola l’attrito tra i rotori e statori. Questo sistema molto complesso ha lo scopo di migliorare il trasferimento della coppia del motore elettrico alle ruote limitando gli slittamenti e proteggendo motore elettrico ed ingranaggi.

Per tarare la frizione è preferibile partire da una condizione in cui i rotori e statori slittano tra di loro trasferendo minor coppia alle ruote. In queste condizioni l’effetto che si ottiene è che il motore elettrico gira a pieno regime e la rotazione non è trasferita completamente alle ruote posteriori. Agire sul dado di regolazione da 4 mm applicando regolazioni di un quarto di giro; nel caso sopra indicato avvitare per aumentare la coppia trasmessa dal motore elettrico alle ruote.
Al contrario se c’è troppo slittamento delle ruote rispetto alla superficie della pista vuol dire che la trasmissione trasferisce troppa coppia; in queste condizioni, svitare di un quarto di giro il dado di regolazione da 4 mm. La frizione è da tarare in base alle condizioni di aderenza che sono determinate dal fondo della pista e dalle condizioni di usura delle ruote.

– quattro sospensioni indipendenti con ammortizzatori CVA,
– la batteria è disposta longitudinalmente per migliorare la distribuzione dei pesi.
I due modelli sono lontanamente imparentati; il Dyna Blaster è uno sviluppo più semplice e meno complesso della Dyna Storm. Le parti che sono in comune tra i due modelli sono A, C, D, E e H a cui si aggiunge ingranaggi, assali, alcuni dadi, bulloni e viti.

I due modelli si differenziano per:
– diversa conformazione del telaio principale costituito da lastra in FRP (la sigla è acronimo “Fiber Reinforced Polymers”) per la Dyna Storm e da una vasca in plastica per il Dyna Blaster (a destra nella immagine)

Entrambi i telai offrono una ottima resistenza alla torsione in quanto sono dotati di un secondo semi telaio superiore che è in FRP per Dyna Storm (evidenziato in verde) e in plastica per Dyna Blaster.
Il telaio della Dyna Storm presenta anche una protezione laterale destra e una protezione laterale sinistra in plastica. Queste parti incrementano ulteriormente la resistenza alla torsione del telaio.

Il telaio inferiore in FRP della Dyna Storm (a destra nella immagine evidenziato in arancione) con il suo contro telaio (evidenziato in verde) è una evoluzione del telaio della Astute (a sinistra nella immagine evidenziato in blu).

– i quattro ammortizzatori ad Olio; sulla Dyna Storm sono in lega metallica a basso attrito di colore blu e sulla Dyna Bluster in plastica di colore nera. Gli ammortizzatori in lega sono un’esclusiva del modello Dyna Storm in tutto il portafoglio della produzione Tamiya, sono un accessorio disponibile anche come ricambio codice 53125.

– Nella Dyna Storm le sospensioni posteriori sono un’evoluzione di quelle del telaio Madcap, mentre le sospensioni anteriori sono un’evoluzione di quelle del telaio Super Astute. La configurazione delle sospensioni del Dyna Blaster è la medesima di quella della Dyna Storm con la differenza che nella Dyna storm le torri delle sospensioni sono in FRP, mentre quelle del Dyna Storm sono in plastica. Le torri dei due modelli pur riprendendo la stessa geometria non sono intercambiabili a causa dei diversi fori di fissaggio degli ammortizzatori sui bracci delle sospensioni. Le torri delle sospensioni anteriori sono inclinate all’indietro migliorando l’azione degli ammortizzatori: nella progettazione delle sospensioni è necessario trovare il giusto compromesso perchè la maggiore inclinazione delle torri migliora la gestione dei dossi, la minor inclinazione delle torri migliora la risposta dello sterzo. Nella immagine sono rappresentate le torri delle sospensioni anteriori e i bracci delle sospensioni anteriori e posteriori, a sinistra la soluzione della Dyna Storm ed a destra la soluzione della Dyna Blaster.

– Tamiya rilascia alla vendita questi due modelli senza inserire un motore nella scatola e propone come accessorio il motore Acto Power codice 53122

– elettronica dei due modelli è disposta diversamente, la soluzione ottimane è quella che trova spazio nella Dyna Storm. Nella Dyna Storm la ricevente e il regolatore di velocità che sono installati rispettivamente a destra e sinistra della batteria. Nella Dyna Blaster la ricevente e il regolatore di velocità sono installati rispettivamente a destra e nella parte posteriore sopra la batteria. A sinistra la soluzione Dyna Storm ed a destra la soluzione Dyna Blaster

– le due carrozzerie sono diverse.

Riedizioni

Ad oggi (2024) c’è stata una sola riedizione della Dyna Storm modello numero 49190, messo in vendita nel 2001 e disponibile sul mercato fino al 2002; non ci sono sostanziali differenze con il modello originale. La riedizione è fornita di motore elettrico e sono stati cambiati alcuni cuscinetti del cambio.

Evoluzione con motore a Nitro

Nel 1993 è stato rilasciato il primo modello della Tamiya dotato di motore alimentato a Nitro: TR-15T codice 44001.

Il TR-15T condivide con il modello Dyna Storm e Dyna Storm alcune parti che però sono rinforzate con fibra di vetro per l’impegno gravoso con il motore a Nitro.

Il TR-15T condivide con il solo modello Dyna Blaster i bracci anteriori e posteriori delle sospensioni che però sono rinforzate con fibra di vetro per l’impegno gravoso con il motore a Nitro.

Inoltre queste due famiglie condividono il sistema a frizione multidisco MDC, la sigla è acronimo “Multi Disk Clutch”.

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