Modello
Tamiya Sand Scorcher, numero di articolo 58016 messo in vendita nel 1979 e disponibile sul mercato fino al 1984.
Carrozzeria in Stirene.
Telaio SRB.
Questo modello è rilasciato sul mercato con due tipi di livree che sono entrambe iconiche:
– livrea bianco corsa ed azzurro presente nel catalogo (poi ripreso nel 2010 come livrea per la riedizioni codice numero 58452, per questo è quella più comune)
– livrea alternativa rosso Italia (codice Tamiya TS8) e giallo scuro (codice Tamiya TS16) presente nelle pubblicità pubblicate nelle riviste di settore (a sinistra nella immagine sotto) e in alcune pagine dei guide book pubblicati tra il 1980 e il 1983 (a destra nella immagine sotto). Per questo restauro si è scelto di replicare questa colorazione: il telaio è sicuramente un Mk1 e questa è la livrea delle prime apparizioni di questo modello.
Il telaio SRB è una copia in formato ridotto del telaio del Maggiolone della Volkswagen; la Tamiya riprende lo schema delle sospensioni anteriori a doppio braccio oscillante e delle sospensioni posteriori indipendenti con le barre di torsione.
Analisi del modello da restaurare
Il telaio SRB esiste in due versioni Mk1 (la prima ad essere rilasciata sul mercato) o la versione Mk2. Per analizzare le differenze tra i due telai leggere questo approfondimento. Quando si procede all’acquisto di un telaio bisogna analizzare esattamente cosa si ha di fronte perché si possono trovare tre alternative:
– telaio le cui componenti sono tutte conforme alla versione Mk1
– telaio le cui componenti sono tutte conforme alla versione Mk2
– telaio le cui scomponenti sono conformi parzialmente alla versione Mk1 e parzialmente alla versione Mk2: potremmo definirlo una macedonia di parti. Le ragioni di questo miscuglio non ordinato di parti è che Tamiya ha introdotto le novità del modello Mk2 nel corso del tempo e quindi ci sono modelli che escono dalla fabbrica con parti in versione Mk1 e parti in versione Mk2. Inoltre, i proprietari dei modelli Mk1 riparano eventuali danni con parti disponibili sul mercato che possono anche essere del modello più recente Mk2.
Da una prima analisi di massima del modello (immagine a sinistra nella prima riga che è la vista dall’alto) si può già affermare che le gomme posteriori sono quelle del Ford 150 Ranger modello numero 58027 e le ruote anteriori non sono quelle previste di fabbrica dalla Tamiya. Le due più due ruote quindi andranno sostituite. La scatola per elettronica (immagine a destra nella prima riga) è di colore chiaro quindi della versione Mk1. La scatola della elettronica comprende vasca inferiore, guscio superiore e scatola porta ricevitore (immagine a sinistra nella seconda riga). Dalla vista dall’alto si vede l’antenna e il paraurti anteriore di colore nero (immagine a destra nella seconda riga), sono entrambe due parti che raramente superano la prova del tempo: è facile che si rompano nel normale uso ed è sicuro che si rompano dopo un cappottamento o un urto frontale. Il paraurti anteriori comunque presenta i segni del tempo con diversi graffi di varie profondità. Il paraurti anteriore nero è presente solo sul MK1, nella riedizione del 2010 il paraurti è nero; ma ha codice e sigla identificativa diversi dalla versione originale. Manca la resistenza elettrica del controllo meccanico della velocità, ma è installato quello che potrebbe essere un primo controllo elettronico della velocità del motore
I due bracci inferiori e i due bracci superiore della sospensione anteriore sono quelli della versione Mk1 che si riconoscono perché sono leggermente più sottili (meno robusti) della versione Mk2 (vedere immagini della prima riga). Le due torri delle sospensioni anteriori sono dotate delle due viti per bloccare le molle (vedere immagine a sinistra della seconda riga) che sono tipiche della versione Mk1.
I bracci inferiori delle sospensioni posteriori e i due gusci che formano la scatola degli ingranaggi sono nella versione Mk1. I due giunti per la trasmissione del moto alle ruote sono di colore scuro (color oliva) quindi sono quelli installati sulla versione Mk1, questi sono una parte rara da reperire perché questi giunti si consumano nel normale uso. Il perno in acciaio smangia il giunto in lega di ottone fino a romperla completamente, questi perni vanno sostituiti dopo alcune ore di moto del modello.
Il roll bar a protezione della scatola degli ingranaggi presenta una parte che è stata coperta con nastro adesivo da elettricista nero, è ipotizzabile che sotto il nastro sia presente un danno. Manca anche il tromboncino dello scarico del motore.
Analisi del telaio ha portato alla conclusione che questo è un telaio Mk1 originale in tutte le sue parti, sarà da valutare lo stato dei vari componenti dopo averli smontati. Se ci saranno danni non visibili durante la pre-analisi sarà necessario cercare soluzioni che siano conformi alla installazione su un telaio Mk1.
E’ giunto il momento di verificare lo stato della carrozzeria. La carrozzeria vista dal basso e dall’alto (immagini nella prima riga) mostra che non ha subito danni e che sostanzialmente ci sono le parti principali, compreso il sistema per bloccare la carrozzeria al roll bar posteriore (immagine prima riga a destra). I due fari posteriori sono attaccati alla carrozzeria completi delle luci e nella sagomatura della carrozzeria (immagini nella seconda riga), quindi si renderà necessario una attenta e delicata operazione di smontaggio per non fare danni soprattutto alle luci trasparenti. Sono presenti i due fari principali anteriori e le due frecce (immagine a sinistra nella terza riga, le frecce sono tipiche del modello 58016 infatti sono assenti nelle edizioni seguenti come nel Monster Beetle modello numero 58060). Lo sgocciolatoio (immagine a destra dell’ultima riga) presenta dei danni, ma non è consumato come capita di vedere in alcune carrozzeria, è la parte che si consuma maggiormente durante i cappottamenti
Ci sono anche quasi tutti gli accessori della carrozzeria; sono presenti lo specchietto del guidatore e tergicristalli (immagine prima riga a sinistra, ma manca lo specchietto del passeggero). Gli specchietti e i tergicristalli sono le parti che si staccano più facilmente. Il logo della Volkswagen è presente nel cofano anteriore. E’ presente anche il proteggi luce della targa (immagine prima riga a destra) e la maniglia destra e sinistra delle portiere (immagine seconda riga). Tutte queste parti sono di colore nero, quando di fabbrica sono cromate. Per prima cosa sarà necessario staccarle con delicatezza dalla carrozzeria e poi dovranno essere colorate di grigio.
Restauro telaio
L’obiettivo di questo restauro è eseguire un restauro conservativo: il telaio sarà revisionato pulendo le varie parti, le parti mancanti oppure non conformi a un MK1 saranno sostituite oppure ricostruite. Al termine del lavoro il telaio deve apparire in ordine e deve essere funzionante, non deve sembrare appena uscito dalla fabbrica; ma deve essere conforme alle specifiche di fabbrica dell’epoca. Per prima cosa bisogna rimediare al fatto che le gomme anteriori e quelle posteriori non sono quelle originali. Smontando le gomme dal telaio è evidente che il telaio è stato dotato di cuscinetti a sfera (immagine a sinistra). Da precedenti lavori sono disponibile un set completo di gomme (immagine al centro) che corrispondono alle specifiche di fabbrica. Queste gomme vanno separate dai cerchioni e sottoposte al processo di rigenerazione con glicerina (immagine a destra). In questa sezione è spiegato come ringiovanire le parti in gomma che hanno sofferto del trascorrere del tempo. Per le gomme posteriori la parte centrale cerchio posteriore è incastrata all’interno della gomma. Toglierla potrebbe portare al danneggiamento della gomma stessa, quindi è possibile procedere senza togliere inserto dalla gomma posteriore perché il trattamento con la glicerina non ha effetti negativi sulla plastica del cerchione.
E’ giunto il momento di smontare il telaio in ogni sua piccola parte per cercare danni nascosti, minuteria non corretta e rotture nascoste.
La parte frontale è quella che in genere subisce il maggior numero di impatti, smontata in ogni singola parte non sono evidenti rotture (immagine a sinistra nella prima riga). Sono presenti tracce di un uso abbondante di liquido frena filetti (immagine a destra nella prima riga). Per fortuna, dopo tutto questo tempo, il frena filetti non ha più molta presa e quindi non ci sono difficoltà a svitare le viti. Il paraurti ha subito diversi impatti, ma è integro (immagine nella seconda riga).
Il guscio centrale porta elettronica è stato sigillato con uso di silicone (immagine a sinistra prima riga), il tempo ha indebolito la presa del silicone che però comunque mantiene sigillate le due parti restando incollato a una delle due superfici. Sarà necessario agire meccanicamente per togliere la striscia di silicone. Le tre parti in plastica trasparente sono in ottime condizioni (immagine a sinistra seconda riga).
Elettronica è abbastanza complessa con un sistema di regolazione della velocità del motore che doveva essere un primitivo controllo elettronico, manca il regolatore meccanico, ma sono presenti interruttore di sicurezza contro i corto circuiti e la antenna (immagine a destra nella seconda riga)
Le barre di torsione delle sospensioni posteriori sono in perfetto stato (immagine a sinistra prima riga). Non si può dire altrettanto per il roll bar in plastica installato a protezione della scatola degli ingranaggi, sotto al nastro adesivo nero si cela un danno. Comunque, la struttura è integra sarà da valutare se riparare la parte con soluzione di Acetone e stirene oppure se sostituirla (alla fine si è scelta di sostituirla). Il set dello scarico comprende le tre fascette metalliche per installarlo sul roll bar. La piastra rettangolare in FRP (Fiber Reinforced Polymer) e quella triangolare in alluminio sono in perfetto stato e non presentano troppi danni da usura.
Il motore elettrico è una sorpresa perché non è il RS540 standard, ma è il RS540SD Black Motor accessorio numero 50189 (immagine a sinistra nella prima riga). Inoltre, il precedente proprietario ha installato delle bronzine nel lato interno dei perni per le ruote e per tenerli in posizione ha inserito due distanziali in plastica che sono compresi nel set numero 50069 Bush Set per i telai F1 e Countach (immagine a destra prima riga).
E’ stato fatto un abbondante uso di grasso e sarà necessario pulire la cover in plastica trasparente che protegge ghiera e pignone (immagine a sinistra seconda riga). Nella immagine a destra della seconda riga si vedono le sagomature circolari ricavate all’interno dei bracci inferiori delle sospensioni dove il precedente proprietario ha installato le bronzine. Queste sagomature sono presenti solo nei bracci inferiori posteriori del modello Mk1. Gli spessori in plastica del set 50069 servono per tenere le bronzine in posizione.
Gli ingranaggi sono in perfette condizioni e sono dotati di cuscinetti a sfera. I gusci sono integri, ma sono ricoperti di grasso e sporco.
Per prima cosa controllare tutta la minuteria, in un Mk1 le viti devono essere tutte con la testa a taglio. In questo set ci sono molti tipi di viti che cambiano tra loro per diametro (2, 3 e 4 mm) e lunghezza. Nel corso degli anni è facile che durante la normale manutenzione le viti fossero sostituite e c’è una buona probabilità che siano state sostituite con viti con testa a croce. Per questo modello è stato possibile trovare tutte le viti che corrispondo alla dotazione originale di fabbrica.
Le parti in metallo sono ricoperte di sporco e grasso. Per pulirle è possibile spruzzare sulle superfici metalliche il lubrificante WD40 che scioglie il grasso e previeni ruggine e corrosione proteggendo le superfici metalliche. Nella immagine a sinistra nella prima riga si vedono i due gusci che formano la scatola degli ingranaggi come si presentano subito dopo averle smontate dal telaio, nella immagine a destra della prima riga le parti sono state spruzzate con abbondante uso di WD40. Le immagini della seconda riga mostrano le parti completamente pulite e si nota come il film dio WD40 le renda lucide. Questo film le proteggerà da ruggine ed ossidazione per diverso tempo.
Lo stesso trattamento è riservato per tutte le parti in metallo come piastra triangolare inferiore, bracci sospensioni, torri anteriori, assali posteriori, …
Le parti che formano la scatola della elettronica e i due gusci che coprono ghiera con pignone e parte posteriore del motore elettrico sono in plastica trasparente. E’ possibile pulire queste parti con acqua calda e sapone da cucina sgrassante. Per togliere i residui di biadesivo applicato per fissare i due servomotori usare un panno imbevuto di alcool che scioglie la colla. I perni che tengono uniti il guscio inferiore e superiore della scatola della elettronica sono in alluminio e tendono a rovinarsi o consumarsi, alluminio è un metallo tenero. E’ possibile utilizzare i perni della riedizione per sostituire quelli originali però i perni della versione originale hanno un taglio sulla testa (perno a sinistra nella seconda riga) che mancano nella versione della riedizione (perno a destra nella seconda riga), in questo caso sono presenti tutti e quattro i perni originali. I perni originali non sono in buone condizioni, ma possono essere utilizzati per questo restauro conservativo.
Le parti in metallo sono state pulite e sgrassate (immagine a sinistra della prima riga), le parti in plastica sono ora perfettamente trasparenti e prive di sporco, la minuteria è stata selezionate ed integrata con le viti mancanti…è giunto il momento di iniziare ad assemblare il telaio. La costruzione del telaio inizia dalla scatola degli ingranaggi che comprende motore, sospensioni, gusci protettivi e roll bar posteriore.
Per un restauro conservativo di questo telaio Mk1 è stato deciso di lasciare gli accessori che erano stati installati per incrementare le prestazioni: accessori che sono presenti nei guide book della fine degli anni ’70 e primi anni ’80. Sono stati revisionati tutti i cuscinetti a sfera ed è stato installato il motore RS540SD Black Motor accessorio numero 50189. Per revisionare i cuscinetti a sfera sono stati lasciati in un bagno di WD40 per una settimana per sciogliere grasso e sporco. La scatola degli ingranaggi comprende anche le sospensioni e va unita con la piastra centrale inferiore in FRP.
Il sistema della sospensione anteriore a doppio braccio oscillante comprende anche il sistema di sterzo ed è tutto in metallo (prima riga). Nell’installare il cambio posteriore al telaio centrale è apparso un danno che non era stato notato in precedenza. Manca la torre dove si avvita la brugola che tiene unita il guscio destro al telaio in FRP. Nella immagine a sinistra della seconda riga si vede il guscio che ha nella parte anteriore la torre filettata, mentre nella immagine a destra della seconda riga si vede il guscio che non ha la torre filettate. E’ possibile sostituire la torre integrata nel guscio con un bullone (vedere riquadro rosso), ma è disponibile un guscio Mk1 integro quindi questa parte è stata sostituita smontando e rimontando tutto. Installare la parte anteriore e il paraurti sulla piastra in FRP (immagini nella terza riga).
Il regolatore di giri meccanico era completamente assente, da precedenti lavori è rimasto inutilizzato un set 113 nuovo che è stato usato per questo lavoro. Nella prima riga immagine di sinistra si vede il cartoncino con il codice identificativo e la descrizione, nella immagine a destra si vede il contenuto che è stato installato nella scatola in plastica porta elettronica. Far passare i collegamenti nei passa cavi e poi installare la scatola al telaio in FRP. Ora è possibile procedere con i collegamenti elettrici, installazione dei servomotori con il biadesivo e collegamento meccanico dei leverismi per il sistema di sterzo.
Le gomme hanno subito il trattamento con la glicerina. Erano abbastanza elastiche da permettere di togliere il setto centrale dei cerchioni, adesso è giunto il momento di assembrare i cerchioni in plastica e le gomme. I cerchioni sono stati sgrassati in alcool per togliere lo sporco e ridare lucentezza alla plastica. Non sono stati colorati di bianco perché non è previsto nel manuale delle istruzioni che lascia i cerchioni privi di colore. Assemblate le ruote è possibile installarle sul telaio che ora è pronto per la carrozzeria.
Restauro carrozzeria
La carrozzeria è in buone condizioni, ma i colori sono sbagliati. Sono presenti tutte le parti escluso lo specchietto retrovisore del passeggero. Questo permetterà di avere un modello Mk1 con colorazione giallo – rossa quasi perfetto.
Prima di tutto staccare tutte le parti accessorie (immagine in alto a sinistra nella prima riga), la carrozzeria ora è nuda pronta per essere immersa in alcool puro al 99% (immagine a sinistra nella seconda riga). Alcool prima attacca la colla permettendo di togliere gli adesivi (immagine al centro della seconda riga) ed attacca la colla delle parti che non era stato possibile smontare (il tettuccio nero nella immagine a destra della seconda riga). Con diversi bagni nell’alcool e con una azione meccanica eseguita con una carta da cucina è possibile togliere la vernice meno resistente (colore nero e parte di quella rossa). Lo stesso trattamento è riservato per il muso e il tettuccio apribile. Con carta abrasiva da 3.000 bagnata (immagine a sinistra nella terza riga) è possibile lavorare le parti della carrozzeria che hanno subito danni durante ribaltamenti come graffi sul tetto e parafanghi (immagini nell’ultima riga). Leggere la guida su come usare la carta abrasiva su carrozzerie in stirene.
Le parti cromate dei fari, maniglie portiere, logo della Volkswagen e specchietto retrovisore sono coperte da una vernice nera. La vernice si è sciolta lavando le superfici con acqua calda e sapone da cucina. Per fortuna la vernice nera usata per queste parti non è di qualità come quella rossa usata sulla carrozzeria che non è stata attacca dal alcool. In questo modo è stato possibile salvare la cromatura di queste piccole parti.
Manca la parte terminale dello scarico del motore, nella riedizione del 2010 questa parte è presente ed è identica alla originale. Dal set numero 19115270 è stato prelevato la trombetta (parte bianca nella immagine sotto), per attaccarla al resto dello scarico originale è stata usata una soluzione di acetone ed ABS che ha fuso insieme le parti. Trascorse 48 ore dalla applicazione della soluzione le superfici sono state trattare con carta abrasiva da 1.000 per eliminare ogni imperfezione delle superfici.
Il pilotino è quello originale, ma manca la staffa a L per installarlo sulla carrozzeria. Dato che è sufficiente costruire la parte mancante è meglio procedere con la ricostruzione piuttosto che usare il pilotino della riedizione presente nel set numero 19115270. Tagliare da un foglio di ABS alto 2 mm un rettangolo che abbia le giuste dimensioni usando la carrozzeria e il pilotino stesso come riferimento (immagine al centro della prima riga). Ritagliare al centro asola che serve per installare il pilotino al telaio; con una sega ritagliare asola (immagine a destra della prima riga) e poi lavorare con una lima da ferro piatta per allargarla. Lavorare le parti finche si installano perfettamente sulla carrozzeria (immagine a sinistra della seconda riga). Saldare insieme le parti con soluzione di acetone ed ABS. Per rinforzare le parti installare due squadrette formate da un triangolo isoscele a 45° (immagine a sinistra della terza riga).
Alcool ha permesso di staccare le varie parti, solo i fari posteriori sono rimasti saldamente uniti alla carrozzeria (immagini della seconda riga). Le frecce anteriori si sono staccate per ultime (immagine a sinistra della ultima riga). Ora le parti sono pronte per la vernice di fondo (immagine a destra della ultima riga).
Il fondo va passato più volte, le prime mani devono essere leggere (immagine a sinistra). Il fondo deve coprire tutte le superfici in modo omogeneo altrimenti ne risente il risultato finale del colore (immagine centrale ed a destra).
La carrozzeria in stirene è rossa e gialla, applicare prima il colore più chiaro (il giallo TS16). Se si applicasse prima il colore più scuro rosso, il giallo ne risentirebbe apparendo quasi arancione. Vedere la guida su come colorare parti in stirene. Pilotino ha il corpo bianco (XF2), guanti rossi (XF7), cinture nere (XF1) e parti in metallo della fibbia della cintura in argento (metallic grey XF56). Il casco del pilotino è bianco (X2) con guarnizione nera (XF1). Il volante ha la corona nera (XF1) con i raggi in argento (metallic grey XF56). Lo scarico è nero (XF1), completata questa parte è possibile installarla sul roll bar posteriore (immagine a destra dell’ultima riga). La colorazione delle targhe è royal blue (X3) con le lettere in giallo limone (X8). Anche usando la tecnica della punta di uno stuzzicadenti la colorazione delle lettere è veramente una opera titanica, bisognerebbe usare una lente di ingrandimento.
Dopo una settimana, che si è terminato di applicare il colore giallo alla carrozzeria (immagine a sinistra della prima riga) è possibile passare alla mascheratura delle parti da lasciare color limone. Le luci posteriori trasparenti sono state mascherate prima di passare il giallo. E’ necessario far trascorrere almeno una settimana dalla ultima mano di giallo perché in questo modo la vernice gialla si asciuga completamente e non verrà attaccata dai diluenti presenti nel colore rosso. Mascherate le linee è poi necessario coprire tutta la carrozzeria che deve restare gialla.
Per mascherare i due ovali sul cofano; mascherare prima tutto il cofano (immagine a destra nella seconda riga) e poi con un bisturi ritagliare la sagoma (immagine a sinistra della terza riga). Eseguire la stessa operazione per la parte posteriore (mascheratura completa immagine a destra della prima riga e parte ritagliata dal bisturi immagine a destra della terza riga)
Applicare il rosso TS8 alla carrozzeria coperta dalla mascheratura. Passare prima una o due mani leggere, procedere poi con delle mani più abbondanti per coprire tutte le superfici. Dopo aver dato l’ultima mano di rosso, togliere la mascheratura dopo non oltre 2…4 ore. Prima di questo lasso di tempo si rischia di rovinare la mano di rosso, dopo questo lasso di tempo c’è il rischio che con la mascheratura vengano via pezzi di vernice che sono diventati troppo rigidi. Rifinire di nero le guarnizioni dei vetri e il batti tacco (XF1)
Ora è possibile installare le parti che completano la carrozzeria: pilotino, tergi cristalli, specchietto guidatore, fregio Volkswagen, porta luce targa, frecce, muso anteriore con fari.
Utilizzare colla che solidifica con i raggi UV, questa colla rimane elastica e in futuro se necessario renderà più semplice staccare le varie parti. Applicare una goccia dall’interno e farla solidificare, in estate è possibile esporre il pezzo direttamente al sole che completa la trasformazione della colla da liquida a solida.
Ora è possibile applicare gli adesivi e la carrozzeria è pronta per sposare il telaio
Modello restaurato con carrozzeria
Immagini che mostrano il modello terminato con carrozzeria.