Sand Scorcher

Modello

Tamiya Sand Scorcher, numero di articolo 58016 messo in vendita nel 1979 e disponibile sul mercato fino al 1984.
Carrozzeria in Stirene bianco.
Telaio SRB.

Questo modello riproduce il Maggiolone della Volkswagen. Tamiya ha investito molte risorse per rilasciare questo modello che è una riproduzione in scala 1/10 del modello reale. Tamiya riproduce non solo la carrozzeria, anche la meccanica del modello è ispirata dalla macchina in scala 1/1; dal Maggiolino della Volskwagen sono riprese fedelmente il sistema delle sospensioni anteriore e posteriore con parti in metallo.
Sul catalogo Tamiya della fine degli anni 70 è presente la versione del Maggiolone con carrozzeria bianca e azzurra (vedere immagine sotto a destra) ripresa poi come livrea ufficiale della riedizione codice numero 58452. Tamiya pubblica diverse pubblicità sulle riviste del settore in cui la livrea è rosso e gialla. Entrambe le versioni sono iconiche, ma per questo restauro si è scelto di replicare la livrea del catalogo con il bianco corsa (codice Tamiya TS7) e azzurro francese (codice Tamiya TS10).

Analisi del modello da restaurare

Quando si parla del telaio SRB è necessario individuare se si tratta di una versione Mk1 (la prima ad essere rilasciata sul mercato) o di una versione Mk2. Quindi bisogna analizzare sempre tutte le foto della inserzione on line per cercare di capire cosa si sta per acquistare. Guida per individuare le parti Mk1 e Mk2.
L’analisi deve essere molto dettagliata perché Tamiya ha introdotto le novità del modello Mk2 nel corso del tempo: ci sono modelli che escono dalla fabbrica con parti in versione Mk1 e parti in versione Mk2. Ovviamente questa situazione che assomiglia a una macedonia di soluzioni miste è peggiorata con il tempo perché i proprietari dei modelli Mk1 riparano eventuali danni con parti del modello più recente Mk2.
In questo lotto, ci sono diverse parti che sono sicuramente del modello Mk1:

– le due torri anteriori delle sospensioni (immagini nella prima riga) dotate delle due viti per bloccare le molle delle sospensioni,
– i due più due bracci anteriori oscillanti delle sospensioni sono sottili (immagini della seconda riga),
– il guscio della scatola del cambio (immagini della terza riga) dotato dell’incavo nella parte posteriore e
– i due bracci inferiori delle sospensioni posteriori dotato di incavo interno circolare.

La scatola posteriore con le sospensioni appare quindi completamente nella versione Mk1

Ulteriori analisi del telaio mostrano un’altra caratteristica tipica del modello Mk1: la scatola della elettronica è in plastica trasparente più chiara (immagine prima riga a destra). La scatola in plastica trasparente che ospita elettronica è completa del coperchio, vasca inferiore e guscio frontale per la ricevente. Tutte queste parti sono in versione Mk1.
Ulteriori analisi del telaio mostrano alcuni punti da analizzare meglio in fase di restauro: l’elettronica è presente, ma manca la resistenza elettrica con il porta resistenza elettrica (immagine prima riga a sinistra). Sarà necessario cercare questa parte nei ricambi presenti sugli scaffali, perché oggi (2025) è un ricambio introvabile sul mercato. Il braccio inferiore della sospensione oscillante anteriore sinistra presenta del mastice che tiene unito l’asse al perno della sospensione (immagine seconda riga a destra). Questa parte sarà attenzionata in fase di smontaggio del telaio per capire se si può recuperare o se andrà sostituita.

Ulteriori analisi del telaio mostrano caratteristiche tipiche del modello Mk2: il paraurti anteriore è di colore grigio (immagine seconda riga a destra) mentre nella versione Mk1 è nero. Effettivamente sono pochi i paraurti neri che sono sopravvissuti al trascorrere del tempo, questa è la prima parte che si danneggia in caso di urto frontale e viene sostituita di frequente. Quindi quando si rompe la parte nera viene sostituita con una grigia anche nel caso di telaio Mk1. Il paraurti grigio non inficia il risultato finale.
La carrozzeria è praticamente smontata in più parti. E’ presente il vetro che funge da parabrezza e vetri laterali, il corpo del pilotino completo di testa con casco, il muso con le frecce tipiche del modello 58016, tettuccio apribile sul tetto, luci posteriori, luci targa posteriore e perni per il sistema di blocco della carrozzeria. Mancano le due parti in plastica trasparente che simulano le luci delle frecce frontali che oggi (2025) possono essere prese dal set per la riedizione codice 19115269; invece sono presenti le due parti cromate su cui vanno installate le due frecce arancioni.

Sono presenti tutte le parti che spesso sono danneggiate oppure mancanti come maniglia porta destra (immagine prima riga a sinistra), maniglia porta sinistra (immagine seconda riga a destra), fregio Volkswagen sul cofano (immagine seconda riga a sinistra) e targhe con lettere in risalto (immagine seconda a destra per la targa posteriore).
Mancano i due specchietti retrovisori destro e sinistro, queste due parti sono raramente presenti.
L’analisi conferma che la carrozzeria è in ottimo stato con una buona dose di accessori per impreziosire il risultato finale. La colorazione è completamente fuori dai canoni, quindi, non sarà possibile recuperarla.

Restauro telaio

In base all’analisi fatta sulle parti del telaio e della carrozzeria è evidente che il paraurti anteriore è grigio (come nella versione Mk2 invece che nero come nella versione Mk1) e mancano i due specchietti retrovisori della carrozzeria. Tutte le altre parti di questo lotto sono conformi alle specifiche del modello Mk1. Il progetto è quello di riportare questo modello alle condizioni di fabbrica lasciando i segni del tempo: restauro conservativo. Con restauro conservativo si intende che il telaio deve essere in ordine con le parti il più fedeli possibile alle specifiche della fabbrica del modello Mk1 (solo il paraurti è nella versione Mk2) e la carrozzeria deve avere la giusta colorazione (mancano solo i due specchietti retrovisori).
Quando si inizia un restauro, le parti in gomma di questi modelli sono le parti più delicate. La maggior parte dei componenti è in metallo o in FRP (sigla che sta per Fiber Reinforced Polymer), queste parti soffrono meno il trascorrere del tempo rispetto alle parti in gomma. Dato che il restauro della gomma impiega circa tre settimane, per non vedere allungare i tempi di realizzazione iniziare il restauro da queste parti. In questa sezione è spiegato come ringiovanire le parti in gomma che hanno sofferto del trascorrere del tempo. Le gomme delle ruote devono essere separate dal cerchione in plastica. Per i telai SRB modello Sand Scorcher, la parte centrale del cerchione posteriore è incastrata all’interno della gomma. Toglierla potrebbe portare al danneggiamento della gomma stessa, se si ritiene che la gomma sia troppo debole si suggerisce di non togliere inserto dalla gomma posteriore perché il trattamento con la glicerina non ha effetti negativi sulla plastica del cerchione (immagine al centro si vedono le ruote posteriori in cui non è stato estratto inserto centrale del cerchione).

Nel controllare le gomme è apparso chiaro che sul lato delle gomme anteriore sono presenti alcuni piccoli tagli. Il battistrada è in ottime condizioni, ma la spalla presenta questi tagli che però sono pochi e corti; è ragionevole valutare un recupero della gomma con una riparazione. Prima di procedere alla rigenerazione con glicerina chiudere questi tagli con la colla cianacrilica nera applicandola all’interno del taglio (vedere immagine centrale nella prima riga). In questo caso, le gomme sono abbastanza morbide da permettere di togliere inserto centrale delle ruote posteriori (immagine a destra della prima riga). Mentre le gomme sono rigenerate con la glicerina i cerchioni sono lavati con acqua calda e sapone da cucina sgrassante, in seguito sono trattati con un panno imbevuto di Alcool. Il manuale delle istruzioni della Tamiya non prevede di colorare i cerchioni che quindi sono trattati non per prepararli alla verniciatura, ma per riportali alla loro lucentezza originale senza togliere il colore che è cambiato sotto l’esposizione dei raggi solari durante tutti questi anni. Terminati i due trattamenti diversi le parti in gomma e quelle in plastica è possibile costruire le due ruote anteriori più le due ruote posteriori (immagini nell’ultima riga)

Dopo aver iniziato la rigenerazione delle quattro gomme è giunto il momento di concentrarsi sul telaio: smontare il telaio in ogni sua piccola parte per cercare danni nascosti, minuteria non corretta e pezzi mancanti o non conformi.
Il telaio frontale che ospita il sistema delle sospensioni a doppio braccio oscillante mostra un danno che si era già visto nell’analisi visiva del telaio via fotografie della inserzione: il braccio inferiore della sospensione sinistra è danneggiato al livello del grano che lo tiene bloccato al perno (immagine seconda riga a destra). Il danno è riparabile allargando il foro da 3 mm a 4 mm e filettando il nuovo foro nel braccio per permettere installazione di un grano più grande. In questo caso è disponibile un braccio inferiore (immagine a destra prima riga) nella versione Mk1 ed integro. La soluzione di sostituire questa parte è preferibile alla riparazione. Non ci sono altre sorprese per la parte anteriore: tutte le parti sono conformi per un restauro di un telaio Mk1.

Il roll bar a protezione della scatola degli ingranaggi posteriore è formato da una parte in plastica e una in metallo. A questo roll bar è attaccato il finto scarico del motore a scoppio. Le due parti che formano il roll bar sono integre, però manca parte dello scarico; la trombetta finale non è più assemblata con le altre parti (immagine a sinistra). Sono presenti le tre fascette in metallo che bloccano il sistema di scarico al roll bar (immagine a destra).

La scatola degli ingranaggi è in ottime condizioni. Lo stato della ghiera conferma che il modello ha girato poco oppure che è stata cambiata di recente perché non è consumata. I bracci inferiori delle sospensioni sono nella versione Mk1 e sono in perfetto stato. I giunti degli assi sono nella versione chiara tipico dei modelli Mk2. Questa parte tende a consumarsi quindi è possibile che siano stati sostituiti.

Quando il telaio è stato smontato in ogni sua parte dividere le parti in plastica dura, dalle parti in plastica trasparente, dalle parti in metallo e dalle parti in FRP. La minuteria e le piccole parti in metallo (immagine a sinistra) subiscono il trattamento di restauro del bagno in gasolio: sono immerse per una settimana in un recipiente che contiene gasolio. Il gasolio attacca chimicamente ossidazioni, ruggine e grasso sciogliendolo.
Le altre parti in metallo che sono troppo grosse per essere immerse in gasolio (ad esempio rinforzo inferiore del telaio, immagine a destra), sono lavate con WD40 che scioglie ossidazioni, grasso e ruggine.

Il trattamento con WD40 prevede di bagnare abbondantemente la superficie da trattare con WD40 e poi si passa sulla superficie le spatole di uno spazzolino da denti a setola dura. Il WD40 attacca chimicamente ossidazioni, sporco e grasso; lo spazzolino rimuove meccanicamente ossidazioni, sporco e grasso. L’azione combinata del WD40 e dello spazzolino toglie alle parti in metallo anni di esposizione all’aria e di uso. Nella quattro immagini sotto si vedono diversi passaggi della lavorazione dove la prima immagine in alto a sinistra sono i pezzi appena smontati e ultima immagine in basso a destra sono i pezzi dopo il trattamento.

Dopo aver smontato telaio e carrozzeria, controllare la minuteria che deve essere conforme alle specifiche di fabbrica per questo modello: tutte le viti (il diametro passa da 2 a 4 mm con diverse lunghezze) sono con la testa a taglio. Le viti con testa a croce sono da sostituire con le viti a taglio per riportare questo telaio a una configurazione il più prossima alla versione Mk1. E’ possibile che nel tempo per eseguire la manutenzione ordinare alcune viti siano state sostituite con altre a croce più recenti oppure non di produzione Tamiya. La minuteria e le parti piccole in metallo sono tratte nel gasolio (vedere le parti dopo in trattamento nella immagine sotto). Il gasolio attacca chimicamente ossidazioni, ruggine e grasso; lasciano sulla superficie delle parti trattate un velo di gasolio che protegge il metallo da future ossidazioni.

Terminato di trattare le parti in metallo è possibile concentrare l’attenzione sulle parti in plastica dura: scatola della elettronica in plastica trasparente. Dopo aver tolto con un panno imbevuto di alcool la colla del biadesivo dalla scatola della elettronica, lavare le parti con acqua calda e sapone sgrassante da cucina. Nella immagine a sinistra, sono presenti le parti prima del trattamento con alcool e acqua – sapone. Nella immagine centrale e a destra si vedono le parti dopo il trattamento. Questo trattamento riporta le parti a uno stato simile a quello che avevano da nuove. Le plastiche presentano alcune crepe che non inficiano la loro funzione, dopo tutti questi anni la plastica ha perso la sua elasticità e quindi si presentano queste piccole rotture. Se si pone attenzione alla installazione di queste parti in plastica, le crepe e le rotture non si espandono.

Prima di assemblare il telaio è necessario riprendere in mano il braccio anteriore inferiore sinistro presente sul modello era chiaramente rotto perché il grano era tenuto fermo solo dal frena filetti (non fa presa sul metallo). La parte sostitutiva trovata sugli scaffali che si era scelta non è adatta per il restauro. Sembrava integra, ma nella foto a sinistra centrale si vede che manca un piccolo pezzo intorno al filetto rendendo irregolare il foro che non è circolare: il grano non fa presa sul metallo del braccio. Quindi la parte trovata per sostituire il braccio rotto presenta lo stesso danno. L’unica soluzione è procedere alla riparazione e sostituire il grano da 3 mm (a sinistra nella penultima immagine della prima riga) con uno da 4 mm (a destra nella penultima immagine della prima riga).
Sequenza di operazioni che illustrano come riparare il braccio inferiore delle sospensioni:

– fissare la parte da riparare in una morsa (immagine a destra della prima riga),
– allargare il foro con la punta da 3 mm per ferro (a sinistra nella prima immagine della seconda riga, in questo modo si elimina completamente il filetto originario),
– allargare il foro con la punta da 3,5 mm per ferro (a destra nella prima immagine della seconda riga, in questo modo si prepara il foro alla filettatura),
– filettare il foro con i maschi da 4 mm (immagini a destra della seconda riga; i maschi per la filettatura sono in genere tre in modo tale da preparare il foro alla filettatura, fare un primo filetto e poi ricavare il filetto definitivo) e
– poi installare il grano da 4 mm (immagini nell’ultima riga).

Nel controllare le parti in metallo è evidente che mancano 3 dei 4 perni che fissano il guscio superiore della scatola porta elettronica al guscio inferiore. Sono disponibili i perni della riedizione che sono leggermente diversi, manca il taglio nella testa (vedere immagine al centro della prima riga, a sinistra la versione nuove ed a destra quella originale). I perni sono in alluminio ed è facile con un segnetto da ferro (immagine a sinistra della seconda riga) praticare un taglio. Il taglio applicato non replica perfettamente quello presente sui perni della serie Mk1 e Mk2, con una lima piatta da metallo lavorare il metallo in modo da replicare la forma esatta del modello originale. E’ necessario arrotondare i lati del taglio e allargare il taglio stesso. Nell’ultima immagine si vedono i pezzi lavorati con la lima da metallo piatta per riprodurre le parti originali.

Procedere oltre ed assemblare la scatola degli ingranaggi posteriore che è composta da due gusci. Installare nella scatola formata da due gusci il roll bar posteriore per proteggere il motore e le sospensioni posteriori che sono agganciate al roll bar. Completato questo assieme, il telaio inizia a prendere forma assemblando questa parte con il telaio centrale in FRP e il triangolo in metallo. I giunti omocinetici del lotto di partenza sono color bronzo: quindi sono di un modello Mk2. E’ stato possibile trovare due giunti color oliva nei pezzi che sono restati inutilizzati in precedenti restauri, quindi, sono stati installati questi per riportare tutte le parti alla configurazione Mk1 (resta escluso il solo paraurti che è grigio e non nero).

Assemblare la parte anteriore formate dal sistema delle sospensioni a doppio braccio oscillante con le due torri (immagini nelle prime due righe), il sistema di sterzo (immagini nella terza riga) e il paraurti grigio (il paraurti è l’unica parte nella versione Mk1, immagini dell’ultima riga). Questo assieme è installato sulla piastra in FRP, il telaio ormai ha preso forma.

Prima di installare la scatola della elettronica sul telaio, passare i cavi dei collegamenti elettrici nel guscio inferiore (immagine a sinistra della prima riga). Nel lotto di partenza il sistema meccanico di controllo della velocità del motore era incompleto. E’ stato possibile trovare una resistenza per telaio SRB nei pezzi che sono restati inutilizzati in precedenti restauri: il controllo meccanico della velocità è completo compreso l’interruttore di sicurezza (come da specifiche di fabbrica per il modello Mk1). Passati i cablaggi nei passa cavi è possibile installare il guscio inferiore sul telaio FRP e completare il cablaggio verso il motore e la resistenza elettrica (immagine a destra della prima riga e nella seconda riga). Per completare installazione della elettronica, fissare con il biadesivo i due servo motori e poi collegare meccanicamente i tiranti dello sterzo (immagine a sinistra della ultima riga). Installare il guscio superiore e le quattro ruote precedentemente restaurate (immagine a destra della ultima riga).

Ora è il telaio è pronto per sposare la carrozzeria

Restauro carrozzeria

La carrozzeria è da riparare in alcune sue parti e deve essere colorata con la giusta livrea. Per prima cosa separare dalla carrozzeria centrale tutte le piccole parti: maniglie delle portiere, vetro a U frontale e laterale, pilotino, muso con luci e frecce, fari anteriori, proteggi luce porta targa etc (le parti sono nella immagine della prima riga). Queste parti sono in genere incollate con colla cianacrilica, è necessario applicare forza facendo leva per separare le parti. Agire con delicatezza e calma per evitare rotture, ma la colla ormai ha fatto il suo lavoro ed è cristallizzata. Tende a rompersi facilmente se sottoposta a uno sforzo.
Immergere la carrozzeria e tutte le parti in stirene nell’alcol per togliere tutti gli adesivi e la colla degli adesivi stessi (immagine a destra della seconda riga).

Un piccolo pezzo della piastra a L del pilotino e incrostazioni di colla sono rimasti attaccati nella parte interna della carrozzeria dove trova posto il pilotino stesso (immagine a sinistra). Lavorare la superficie con una lima a grana media per poter togliere ogni residuo di plastica e colla (immagine centrale). Attenzione alla linguetta che funge da guida per installare il pilotino, questa linguetta non deve essere lavorata con la lima (immagine a sinistra).

Alternare bagni nell’alcol puro al 99% con trattamenti meccanici eseguiti passando un panno di carta da cucina sulle superfici. In questo modo la maggior parte della vernice e della colla viene asportata. Continuare questa doppia lavorazione fintanto che la vernice viene asportata dal panno di carta da cucina. Quando azione meccanica del panno da cucina ed azione chimica dell’alcol non ha più effetto, lavorare le superfici con carta abrasiva bagnata da 3.000 seguendo queste semplici regole.

Ci sono diverse rotture e spaccature sia sulla parte anteriore della carrozzeria che è il muso (immagine a destra nella seconda riga) che nel corpo principale della carrozzeria (immagini nella seconda e prima riga). Per evidenziare le fratture la testa di un cacciavite piatto è stata infilata nella frattura: facendo delicatamente leva si vedono i due lembi che si separano (immagine a sinistra della seconda riga).

Per riparare le parti è necessario applicare soluzione di acetone ed ABS lungo le fratture. Eseguire le seguenti operazioni: prima bagnare i lembi delle fratture con solo acetone per preparare le superfici della frattura, applicare con un pennello la soluzione più fluida lungo la linea di frattura, la soluzione fluida penetra nella frattura. E meglio abbondare con l’applicazione del materiale (immagine a destra della seconda riga) per permettere una miglior penetrazione della soluzione. La soluzione in eccesso verrà asportato in un secondo momento (aspettare almeno 24 ore per permettere alla soluzione di saldare le parti) lavorando le superfici riparate con carta abrasiva da 1.000 e 2.000.

Le immagini mostrano la soluzione di acetone ed ABS applicata sulle fratture presenti in tutta la carrozzeria.

Lavorare le superfici appena trattate con carta bagnata da 1.000, da 1.500 e poi da 2.000. Se le linee sono marcate oppure ci sono delle modanature da replicare, usare la punta di un taglierino applicando un movimento ondulatorio per “grattare” via il materiale in eccesso per scavare le linee (vedere immagine a destra della seconda linea)

Applicare diverse mani di fondo grigio che preparano la superficie a ricevere la prima mano di colore bianco corse TS7. Applicare più mani di colore bianco corse TS7 finché le superfici risultano lisce e lucide.

Prima di applicare il colore azzurro francese TS10, procedere con la mascheratura della carrozzeria. Le parti che restano bianche devono essere ricoperte con scotch da mascheratura o carrozziere.
La mascheratura più complessa è quella della parte alta perché la mascheratura del tetto prevede un rettangolo che sarà bianco con gli angoli arrotondati. Per mascherare il tetto seguire questi passaggi: tracciare i lati del rettangolo (immagine a sinistra della prima riga) con lo scotch da mascheratura, delimitare i quattro angoli curvi con una matita usando come guida una moneta da 2 centesimi o una rondella dal giusto diametro (immagine a destra della prima riga), tagliare le curve con un bisturi, completare la mascheratura della parte centrale del tetto (immagine a sinistra delle seconda riga).
Il tetto rappresenta la maggior parte del lavoro di mascheratura, ma non è l’unico: parte delle fiancate, i due polmoni sul cofano anteriore e parte del lato posteriore sono da mascherare. Mascherare tutte le altre parti della carrozzeria che devono restare bianco corsa (parte della fiancata destra, parte della fiancata sinistra, il muso e il vano motore posteriore), con un bisturi ritagliare le parti in eccesso (immagine a destra della terza riga, polmone del muso lato passeggero) ed ora la carrozzeria è pronta per la verniciatura. Nelle immagini sotto vedere il risultato per la parte anteriore (immagine a destra della ultima riga) che per la parte posteriore (immagine a sinistra della ultima riga).

Applicare azzurro francese TS10 partendo da delle mani leggere per poi stendere mani più bagnate. Vedere la guida su come applicare il colore su parti in stirene.
Applicare le mani sia alla superficie esterna che quella interna. 
Dopo aver applicato ultima mano di azzurro Francia, aspettare tra le due e le quattro ore prima di poter togliere la mascheratura. Aspettare di più comporta il rischio che la vernice azzurra potrebbe scheggiarsi o rompersi lungo il bordo della mascheratura. Aspettare di meno comporta il rischio che la vernice azzurra venga via anche dove non dovrebbe perché non ha ancora fatto presa.

Dopo aver applicato ultima mano di azzurro Francia, aspettare tra le due e le quattro ore prima di poter togliere la mascheratura. Aspettare di più comporta il rischio che la vernice azzurra potrebbe scheggiarsi o rompersi lungo il bordo della mascheratura. Aspettare di meno comporta il rischio che la vernice azzurra venga via anche dove non dovrebbe perché non ha ancora fatto presa.

Applicare il nero XF1 sui due battitacco laterali (immagine a sinistra della prima riga), sul bordo dei quattro finestrini laterali, sul bordo del parabrezza e del lunotto. Il bordo nero simula la guarnizione in gomma per i vetri laterali, lunotto e parabrezza.

Installare parabrezza e vetri laterali che sono composti in un unico pezzo a U fissato da 3 viti rigorosamente con testa a taglio per rispettare le specifiche di fabbrica (immagine a sinistra della prima riga). Il copri luce porta targa è fissato con una vite sempre con testa a taglio. Con la colla che solidifica esposta ai raggi solari o UV incollare:

– il fregio della Volkswagen e i due tergi cristalli (immagini nella seconda riga)
– la maniglia destra e sinistra delle portiere (immagini nella terza riga).

Incollare il pilotino con la colla che solidifica se esposta ai raggi solari – UV oppure con una goccia di colla cianacrilica.

Utilizzando le tre fascette metalliche (immagina a sinistra della prima riga), avvitare le viti con testa a taglio per bloccare lo scarico a trombetta sul roll bar posteriore a protezione della scatola degli ingranaggi. Avvitare i due fari anteriori al muso utilizzando due viti con testa a taglio da 2 mm ed incollare le due frecce sul muso (immagine a destra della prima riga). Fissare con le due viti la molletta che blocca posteriormente la carrozzeria al roll bar posteriore (immagine a sinistra della seconda riga). La carrozzeria è ora pronta per sposare il telaio ed è possibile fare la prova per verificare che tutto sia stato costruito correttamente (immagine a destra della seconda riga).
Ora è possibile applicare gli adesivi ed incollare con una piccola goccia di cianacrilica le due targhe. Non sono presenti i due specchietti retrovisori, per non tradire lo spirito del restauro conservativo non sono stati presi in considerazione la opzione di installare delle riproduzioni stampate i 3D. Oggi (2025) gli originali sono introvabili, ma sono disponibili diverse copie.

Modello restaurato con carrozzeria

Immagini che mostrano il modello terminato con carrozzeria.

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