Hot Shot

Hot shot è un nome iconico per Tamiya, ha segnato una svolta nel mondo e nel mercato delle macchine da fuori strada. E’ stata la prima macchina completamente in plastica, dotata di trazione sulle quattro ruote e con sospensioni indipendenti. Da questo modello sono poi stati fatti due sviluppi e ancora oggi (2023) si fa fatica a contare tutte le riedizioni: 5 riedizioni in totale di cui 3 per la Hot Shot, 1 a testa per la Super Hot e per la Hot shot II.

Sono tre i modelli che fanno da capostipite a questa famiglia e sono stati rilasciati singolarmente a un anno di differenza gli uni dagli altri:

– Hot Shot modello 58047, in vendita dal 1985 fino al 1987,
– Super Hot modello 58054, in vendita dal 1986 fino al 1987 e
Hot Shot II modello 58062, in vendita dal 1987 fino al 1991

Per la Hot Shot si distinguono due evoluzioni individuati con la sigla MK1 e MK2.

Il successo commerciale di questo prodotto sembra non avere limiti e nel web si può trovare delle foto memorabili di Ayrton Senna con in mano una Hot Shot in livrea nera John Player Special. In questo caso il casco del pilotino del modello riprendeva i colori di quello del famoso pilota di F1 (giallo con una striscia verde e una striscia nera).
Tamiya ha dedicato a questo modello 4 pagine intere sul catalogo del 1985 su un totale di circa 64 pagine. Delle 4 pagine più importanti del catalogo copertina e seconda di copertina sono dedicate alla Hot Shot.

Sono diverse le pubblicità che Tamiya o i vari importatori nel mondo hanno pubblicato sulle riviste di settore, nell’immagine sotto riportiamo due casi per la Hot Shot e uno per la Super Hot.

Tamiya inserisce nel Guide Book del 1985 una colorazione alternativa della carrozzeria del Hot Shot.

Nella foto da sinistra verso destra, la struttura della macchina è composto da:

– Gruppo anteriore che comprende il differenziale (ingranaggi in nylon con satelliti in zama), sospensioni e paraurti frontale
– Parte centrale che è un doppio guscio dove trova spazio elettronica, regolatore di velocità e batteria
– Gruppo posteriore che comprende il differenziale (ingranaggi in nylon con satelliti in zama), motore, sospensioni e resistenze per il controllo della velocità

Per quanto il modello è il primo in plastica nera, alcuni particolari sono realizzati in carbonio (come incastro a V per la batteria); il progetto di base era fare un modello leggerissimo.
La carrozzeria è in lexan completa di un alettone posteriore. Il pilotino era parte integrante del guscio superiore centrale. Il tetto dell’abitacolo è in lamiera. Il sistema delle sospensioni a bracci indipendenti e la trazione sulle quattro ruote garantisce una tenuta di strada ottimale permettendo di affrontare qualsiasi terreno. Le sospensioni anteriore e posteriore sono dotate di barra di torsione, una assoluta novità che rende insieme alla alta escursione delle sospensioni ancora più performante questa macchina nell’assorbire le asperità del terreno. Il movimento alle 4 ruote è garantito da un albero in acciaio temprato con estremità esagonali in ottone posizionato in posizione centrale, l’albero attraversa la scatola dell’elettronica. Le estremità in ottone erano state studiate per consumarsi prima dei satelliti dei due differenziali che erano in metallo. Questo albero non necessita manutenzione ed è praticamente indistruttibile, si differenzia dalla catena o cinghia che è usata su modelli equivalenti di altri costruttori in questi anni.
Al momento del rilascio alla vendita era la macchina più facile da guidare che molti riuscivano e rendere competitiva sulle piste sterrate. I due gruppi anteriore e posteriore sono stati utilizzati invariati anche su altri modelli come:

– The Boomerang modello 58055,
– The BigWig 4WD modello 58057 e
– Super Sabre modello 58066

Questi modelli hanno avuto diverse riedizioni, quindi è facile capire che il progetto di queste due parti ha avuto un incredibile successo commerciale. Tutto questo spiega come mai sul mercato c’è un’abbondanza di parti di ricambio in quanto molte parti sono comuni ad altri modelli: sono stati prodotti per anni e/o sono ancora in produzione.
La parte più soggetta a rottura e usura è quella anteriore:

– il paraurti si rompe in caso di impatti troppo forti,
– la scatola degli ingranaggi anteriore o gli stessi bracci delle sospensioni si rompono in caso di impatti troppo forti. L’attacco delle sospensioni tendono a consumarsi – usurarsi aumentando il gioco tra bracci e telaio

I tre modelli di questa famiglia sono caratterizzati da tanti particolari che li differenziano uno dagli altri, ecco un elenco delle macro parti comuni:

– ruote dentate da fuoristrada di dimensioni diverse tra anteriore e posteriore. Di fabbrica i tasselli delle gomme sono ovali, il set per le ruote anteriori è il SP-5233 e quello per le ruote posteriori è il SP-5234. Esiste un set accessorio con i tasselli a forma di piramide per una maggior presa sul terreno, ma allo stesso tempo si consumano più velocemente, il set per le ruote anteriori è il SP-5235 e quello per le ruote posteriori è il SP-5236.
Questi sono stati i primi pneumatici in cui la spalla della gomma era veramente molto bassa e non alta come fatto fino ad oggi. La gomma perde completamente la funzione di ammortizzare le asperità e resta costruita solo per garantire la miglior motricità al modello. Anche questo è stato un aspetto che da questo modello in poi ha fatto scuola.
– guscio inferiore della scatola della elettronica,
– sistema ingranaggi – differenziale anteriore, a meno di piccole differenza sono intercambiabili tra i 3 modelli,
– roll bar abitacolo,
– albero centrale in metallo che unisce differenziale posteriore a quello anteriore comune ad Hot Shot e Super Hot

Tutte le altre parti hanno avuto piccoli aggiornamenti che le differenziano da un modello all’altro.

Hot Shot
Essendo la prima macchina da fuori pista per la Tamiya sono stati presi moltissime precauzioni nella progettazione che l’hanno resa un prodotto costoso, molti accorgimenti che sono stati presi in fase di progettazione per ridurre la manutenzione e la possibilità di rotture si sono rilevati eccessivi. Nei modelli seguenti sono poi state prese le dovute precauzioni per ridurre i costi senza ridurre le prestazioni, spesso questi interventi hanno ridotto il peso di un modello che già era molto più leggero dei precedenti a catalogo della Tamiya.

La capostipite si riconosce per questi elementi distintivi riconoscibili a un primo sguardo

– carrozzeria + alettone di colore rosso,
– numero due ammortizzatori rossi; uno per le sospensioni anteriori e uno per le sospensioni posteriori. L’installazione dell’ammortizzatore e il meccanismo per trasferire il movimento dai bracci all’ammortizzatore stesso sono un capolavoro di ingegneria. Probabilmente esistevano mille modi per farlo più semplicemente, ma quella era la soluzione più spettacolare,
– numero due resistenze ceramiche del controllo meccanico della velocità del motore hanno una forma cilindrica e sono uniche per questo modello, sono installate a destra e a sinistra della parte posteriore sopra la scatola degli ingranaggi e sotto alettone posteriore dietro all’abitacolo del pilotino. Come dissipatore di calore hanno due cilindri in alluminio dalla forma caratteristica alettata, sembrano due piccola campane posizionate nel miglior punto per ricevere aria fresca quando la macchina è in movimento. Attenzione che però si scaldano veramente tantissimo, non per altro c’è un adesivo che dice di prestare attenzione a non scottarsi (“CAUTION HOT”).

Se si analizza meglio il modello si trovano però molte altre differenze rispetto agli altri modelli inoltre la Hot Shot stessa è stata prodotta in due versioni Mk1 e Mk2. 
Se si è in possesso del manuale di istruzione in basso a destra si trova la data delle versione: le Mk1 riportano la dicitura 8503 o 0385 (Marzo del 1985) mentre gli Mk2 riportano la dicitura 8504 o 0485 (Aprile del 1985).

Partendo dalla parte anteriore e procedendo verso la parte posteriore della meccanica una prima differenze tra Hot Shot (nella foto a sinistra) e la Super Hot (nella foto a destra) si trova nel paraurti e para colpi anteriore. Il paraurti e paracolpi per Mk1 era in plastica molto flessibile e si caratterizzava per tre fori nella parte centrale. Con la versione Mk2 si è cambiata la plastica rendendola più rigida e si sono tolti questi tre fori. Nella immagine si vedono a partire da Sinistra verso destra la Hot Shot Mk1 con i tre fori la Super Hot senza fori e la Hot Shot II senza fori.

Altra differenza è negli assi anteriori della trasmissione delle sospensioni. Gli assali della Hot Shot sono unici formati da un tubo in metallo dove sono inseriti i due perni dei giunti. La differenza tra gli assali anteriori e quelli posteriori è la lunghezza, più corti quelli anteriori. Per distinguerli da quelli posteriori sono stati inseriti nella versione Mk2 segni per ogni estremità. E’ sicura la presenza di un segno per ogni estremità. E’ probabile che nella versione Mk2 in un secondo momento sono stati inseriti due segni per ogni estremità. E’ possibile ricavare da un assale posteriore un assale anteriore accorciandolo. In questo caso è difficile dare una classificazione precisa tra Mk1 e Mk2.

Un’altra differenza era nei due bracci inferiori delle sospensioni anteriori. 
Il giunto a sfera da diametro 8 mm presenta due diversi diametri del filetto; nella Mk1 è filetto è più piccolo M3 mentre diventa un M4 dalla Mk2 in poi (quindi anche sulla Super Hot e sulla Hot Shot II).

Sempre nella parte anteriori per Mk1 c’è una scatola del gruppo ingranaggi che è diversa da quella poi adottata dalla Mk2 in poi. Il guscio non ha i due rinforzi che sono stati aggiunti negli stampi seguenti.  Il perno a sezione esagonale per fissare il paraurti ha una forma diversa perché nella Mk1 alle due estremità presenta due sezioni cilindriche che quindi comporta anche un diverso alloggiamento nella scatola degli ingranaggi. Questo perno si fissa con due viti 3M, una per parte. Invece dalla Mk2 in poi questo perno non è filettato e si fissa con una vita 3M x 27 e relativo dado.

Nelle immagini sotto, le parti della MK1 sono a sinistra e le parti sviluppate per le versioni seguenti sono a destra:
– guscio senza i due rinforzi triangolari per Mk1 e con i due rinforzi per le versioni seguenti,
– perno a sezione esagonale con rinforzi su entrambi i lati a sezione circolare per Mk1 e senza per le versioni seguenti,
– guscio anteriore sinistro e destro con asola per alloggiare la sezione circolare del perno frontale per MK1 e senza per le versioni seguenti.

Finita di analizzare la meccanica passiamo alla parte elettrica; una differenza che si può notare solo avendo in mano la macchina tra i modelli Mk1 e Mk2 è nelle resistenze elettriche. Le due resistenze elettriche con la loro forma particolare sono distintive per questo modello e sono composte da queste parti:

– piastra nera in FRP per fissare la resistenza al telaio,
– resistenza stesa e
– dissipatore in alluminio

Nella versione Mk1 la resistenza era libera di muoversi all’interno del dissipatore; nella versione Mk2 pur mantenendo la stessa forma e le stesse parti, la resistenza era bloccata all’interno del dissipatore. Nell’immagine centrale sotto si vede una resistenza che non è bloccata all’interno della campana, questa è la configurazione della Mk1. Nell’immagine a destra si vede un set 5237 che è il ricambio per il controllo velocità del motore per la Hot Shot ancora nuovo e confezionato; si vede che la resistenza ceramica è bloccata da una specie di pasta solida di colore nero, questa è la configurazione della Mk2.

Super Hot
La Super Hot è stato il primo sviluppo della Hot Shot, gli interventi fatti avevano tutti lo stesso obiettivo: ottimizzare le economie di scala della produzione del modello semplificando quanto era stato progettato per evitare rotture e che si è rilevato fin troppo nella Hot Shot. Una maggiore attenzione ai costi ha corrisposto a una riduzione del peso e quindi commercialmente è stato un successo perché la Super Hot è presentata come evoluzione più performante della Hot Shot. Infatti il prezzo del nuovo set era maggiore di quello di partenza, mascherando la riduzione dei costi in incremento delle prestazioni e maneggevolezza: tipico esempio di un successo del marketing e di un’ottima campagna pubblicitaria.

E’ possibile ottenere una Super Hot cambiando queste parti in una Hot Shot:

– Carrozzeria passando da quella rossa a quella argento che ha anche una forma leggermente diversa essendo più avvolgente intorno al telaio, set numero 5261,
– 4 cerchioni, set numero SP-5266,
– sistema delle sospensioni anteriori e posteriori con i doppi ammortizzatori C.V.A. anteriori e posteriori di colore giallo, set numero SP-5276 o 50276. Guida alla installazione del sistema a doppio ammortizzatore anteriore e posteriore per convertire una Hot Shot in una Super Hot,
– sistema di controllo meccanico della velocità completo delle due resistenze ceramiche. Si tolgono le costose campane – cilindri allettati per passare a resistenze a forma di parallelepipedo, set numero SP-5282 e
– 4 assi di trasmissione che diventano più leggeri – più sottili e in un unico pezzo (nell’immagine a sinistra gli assi della Hot Shot e a destra quelli della Super Hot), set anteriore numero SP-5298 e set posteriore numero SP-5299 e 
– Motore RS-540SD Techni Power

Per questo modello fu rilasciato per la prima volta la protezione sottoscocca che ha come funzione quella di preservare la macchina dalle rotture dovute a impatti con il terreno dopo salti; codice del set SP-5275. Questo set ovviamente si adatta a tutte e tre le sorelle.

Escludiamo le differenze evidenti nella forma della carrozzeria, alettone posteriore e tetto dell’abitacolo. Partendo dalla parte anteriore e procedendo verso la parte posteriore della meccanica una prima differenze tra Hot Shot (nella foto a sinistra) e la Super Hot (nella foto a destra) si trova nei due bracci inferiori delle sospensioni anteriori.Nella foto a destra si vede che ci sono le due alette colorate in azzurro, nelle istruzioni della Super Hot viene riportata la dicitura “not used” o “cut away”. Questo lasciava intendere che questa parte poteva essere lavorata con lima o carta abrasiva per toglierle, Effettivamente con le ruote completamente sterzate in fase di compressione delle sospensioni queste alette potevano interferire con i due ammortizzatori anteriori. C’è un’altra differenza evidente tra la versione della Hot Shot e quella della Super Hot, il disegno dei fori si differenzia per il foro nella parte bassa della immagine che è triangolare per la Hot Shot e circolare per la Super Hot. Il foro circolare è stato poi ripreso per la Hot Shot II. Il foro circolare aiuta a installare correttamente la vite che tiene la piastra per gli ammortizzatori anteriori.

C’è una differenza nei componenti della Hot Shot e della Super Hot+Hot Shot II che è veramente poco visibile e si può rilevare solo dopo avere il modello in mano e averlo smontato. Esiste un base metallica a forma triangolare che è presente nella Hot Shot (nella foto a sinistra) ed è completamente assente nella Super Hot e Hpt Shot II (nella foto a destra).

Una differenza ben visibile tra Hot shot e Super Hot è come viene fissato l’ammortizzatore posteriore che è singolo sulla Hot Shot e doppio sulla Super Hot. Nell’immagine a destra è evidenziato il sistema di ammortizzatori posteriori della Hot Shot, mentre a destra c’è il sistema di ammortizzatori posteriori della Super Hot.

Finita di analizzare la meccanica passiamo alla parte elettrica, attenzione che le differenze indicata possono anche non valere se il modello che state analizzando è dotato di controllo elettronico della velocità. Il sistema del controllo della velocità composto dalle resistenze e del reostato è diverso da modello a modello, anche se riprende il medesimo concetto sviluppandolo. Il reostato della Hot shot è quello più semplice e non prevede nessun gancio per bloccare i cavi che vanno al motore, nella foto a sinistra c’è la versione Hot Shot e a destra quello della Super Hot.

La posizione della resistenza elettrica per il controllo della velocità del motore per la Super Hot è nella parte posteriore della macchina al di sotto dello spoiler dietro abitacolo del pilotino. Il sistema di controllo della velocità è dotato di due resistenze come per la versione Hot shot, ma la forma era decisamente diversa. Anche queste resistenze sono tipiche solo della versione Super Hot. Nella foto trovate a sinistra le due resistenze della Hot Shot e a destra della super Hot.

Hot Shot II
Hot Shot II è stata sviluppando facendo esperienza sulla base delle sue due sorelle precedenti. Anche in questo caso le modifiche sono state fatte per ridurre i costi e non ridurre le prestazioni, Nel frattempo sul mercato sono comparse molto concorrenti che hanno una carrozzeria più accattivante e che sono più veloci. Tra le tre sorelle è quella che si trova meno in vendita e che probabilmente ha venduto meno, anche in questo caso bisognerebbe avere accesso alle informazioni – archivi Tamiya per avere la conferma.

Escludiamo le differenze evidenti nella forma della carrozzeria, alettone posteriore e tetto dell’abitacolo. Partendo dalla parte anteriore e procedendo verso la parte posteriore della meccanica una prima differenze tra Super Hot (nella foto a sinistra) e la Hot Shot II (nella foto a destra) si trova subito nel paracolpi frontale. Il foro che fissa il paracolpi frontale alla scatola del cambio è ovale invece che tondo. A sinistra la versione per Hot Shot e Super Hot, mentre a destra la versione per Hot Shot II.

Il perno a sezione esagonale per fissare il paraurti nella Hot Shot II individuato come “bumper stay” mantiene la forma semplice senza i collari a sezione circolare, però cambia il suo materiale da alluminio ad ottone.

La piastra blocca batteria è rimasta la stessa per la Hot Shot e la Super Hot, è a forma di V ed è in carbonio. Permette di estrarre la batteria da sotto la macchina. Con Hot Shot II è stato inserito un paracolpi posteriore che sostituisce questa piastra. Il paracolpi è efficiente, ma non permette più di togliere la batteria dalla parte inferiore lasciando aperta alla sola opzione laterale.

Un’altra differenza è negli assali delle sospensioni che sono tutti della stessa lunghezza. C’è stata una modifica nell’alloggiamento dei cuscinetti nello sterzo che ha permesso di avere i due assi anteriori lunghi come quello posteriori. Questa modifica non è la sola nello sterzo, dopo ne vedremo un’altra che riguarda la conformazione del braccio forato per il tirante dello sterzo.

Una altra differenza è nei due bracci inferiori delle sospensioni anteriori. Questa parte è stata cambiata-aggiornata in tutte e tre le versioni. Nella Hot shot le due alette-protuberanze erano presenti, nella Super Hot erano presenti indicate come “not used” – “cut away” ed infine nella Hot Shot II si è cambiata la fusione dei bracci per toglierle.

Una differenza ulteriore si trova nella forma del braccio dello sterzo, a sinistra c’è il modello per Hot Shot e Super Hot mentre a destra troviamo il modello delle Hot Shot II. Il perno sferico dal diametro di 8mm mantiene un filetto M4 come nella Super Hot e nella Hot Shot Mk2.

Un’ulteriore piccola differenza c’è nello snodo sferico da 8 mm di diametro. Per il modello Hot shot e Super hot shot il giunto è in alluminio satinato, mentre per il modello Hot  Shot II è diventato in ottone cromato.

Con questa versione si è introdotta una modifica nel guscio superiore della scatola della elettronica che ha una portella di ispezione. Il primo obiettivo era semplificare l’accesso alla scatola della elettronica, nei primi modelli era necessario svitare 6 viti, questo non era agevole. Cambia anche installazione dell’interruttore on-off. Non è più fissato sul guscio superiore, ma sulla parte inferiore con una staffa in metallo che si avvita con due viti sul guscio inferiore. Ovviamente cambia la forma del guscio inferiore con aggiunta delle due sedi delle viti.

Cambia completamente l’asse che porta di trasmissione tra gruppo differenziale anteriore e gruppo differenziale posteriore. Con Hot Shot II si perdere completamente l’aggancio esagonale che ha caratterizzato la Hot Shot e la Super Hot e diventa un semplice anello ricavato nell’asse di trasmissione.

Come si vede a colpo d’occhio, gli ammortizzatori C.V.A.  rossi posteriori sono installati nella parte delle sospensioni e questo ha comportato un cambio nel disegno sia dei bracci superiori che inferiori delle sospensioni. A sinistra si vede i bracci delle sospensioni della Hot Shot e dalla Super hot, mentre a destra si vede i bracci della Hot Shot II. La versione della Hot Shot e della Super Hot si differenziano anche per i fori circolari dei bracci superiori.

La diversa posizione delle sospensioni comporta un diverso sistema di fissaggio degli ammortizzatori sul gruppo di ingranaggi posteriori. A sinistra si vede come si fissano gli ammortizzatori nella Super Hot e a destra la Hot Shot II.

C’è anche una modifica nei due bracci posteriori con alloggiamento dei cuscinetti, a sinistra sono le Hot Shot + Super Hot e a destra Hot Shot II.

Un’altra differenza che è unica per la Hot Shot II è la forma delle quattro piastre per fissare le ruote, nella Hot Shot II sono a forma di stella contro la forma triangolare che hanno nella Hot Shot e nella super Hot.

Finita di analizzare la meccanica passiamo alla parte elettrica, attenzione che le differenze indicata possono anche non valere se il modello che state analizzando è dotato di controllo elettronico della velocità. Sulle Hot Shot II non è raro trovare installato i regolatori elettronici che sostituivano quelli meccanici e le loro parti (resistenza ceramica). Hot Shot II è dotata della ultima versione del controllo della velocità del motore che si differenzia per il gancio che blocca i cavi che vanno al motore e per la singola resistenza elettrica. Nella Hot Shot II il gancio è integrato bel braccio del servo comando e non avvitato come era sulla Super Hot. Nella foto si vede il diverso tipo di gancio presente sulla Super Hot a sinistra e sulla Hot Shot II a destra.

La posizione della resistenza elettrica per il controllo della velocità del motore per la Hot Shot II è nella parte posteriore della macchina al di sotto dello spoiler dietro abitacolo del pilotino. Il sistema di controllo della velocità della Hot Shot II utilizza una sola resistenza che come forma riprende quella della Super Hot, ma ha tre connettori invece di due.

Evoluzione

Differenziale-sistema ingranaggi anteriore con il suo doppio guscio, il differenziale-sistema ingranaggi posteriore con il suo doppio guscio, bracci delle sospensioni, assale trasmissione anteriore-posteriore del telaio Hot Shot sono stati utilizzati in modelli rilasciati alla vendita in seguito:
– The Boomerang modello numero 58055 messo in vendita nel 1986 e disponibile sul mercato fino al 1991; telaio Boomerang
– The BigWig modello numero 58057 messo in vendita nel 1986 e disponibile sul mercato fino al 1991; Telaio BigWig
– Super Sabre, modello numero 58066 messo in vendita nel 1987 e disponibile sul mercato fino al 1992; telaio Boomerang


Riedizioni

Ad oggi (2023) esistono diverse riedizioni di questi modelli: 5 riedizioni in totale di cui 3 per la Hot Shot, 1 a testa per la Super Hot e per la Hot shot II. Le riedizioni presentano le migliorie che sono state introdotte negli anni, le principali sono:

– bracci inferiori delle sospensioni anteriori riviste,
– guscio superiore della elettronica con apertura per ispezione,
– 2 x gusci della scatola frontale degli ingranaggi e 2 x gusci della scatola posteriore degli ingranaggi modificati per installare clips elastiche a E invece che le clips elastiche a C per il blocco dei mozzi,
– diverso albero di trasmissione tra scatola ingranaggi posteriore ed anteriore e
– para colpi anteriore

Tutte le riedizioni prevedono un regolatore elettronico della velocità ESC.

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