BigWig

Tamiya ha rilasciato un solo modello dotato del telaio BIGWIG che ovviamente ne mantiene il nome: modello numero 58057, messo in vendita nel 1986 e disponibile sul mercato fino al 1991. Dopo il B2B sidecar modello 58017, Pajero modello 58044 e il Fox modello 58051, per Tamiya è la quarta volta, che rilascia un telaio disponibile sul mercato con un solo modello.

Tamiya festeggia con BigWig i dieci anni dall’ingresso del mondo dei buggy da competizione ed affida il design dell’auto al noto progettista Takuya Yura. Takura è il fondatore della società Mooncraft ed è una dei più noti progettisti di auto da corsa in Giappone, il suo più grande successo è la Mazda 717C vincitrice alla 24 ore di Le Mans edizione del 1983.
L’idea del progettista è quella di far apparire la macchina come disegnata dal vento: un’ala che si sviluppa dalla parte anteriore fino alla parte posteriore passando per la presa d’aria del motore che ricorda le F1 dell’epoca e terminando con il grande alettone posteriore.
Questo modello trova ampio spazio nei Guide Book del 1987 dove guadagna la copertina.

All’interno del Guide Book del 1987 c’è una sezione dove sono proposte diverse due livree speciali tra le nove presenti nel manuale di istruzione

Sono diverse le pubblicità che Tamiya o i vari importatori nel mondo hanno pubblicato sulle riviste di settore, nell’immagine sotto riportiamo un esempio.

E’ un modello a quattro ruote motrici che è di chiara derivazione Hot Shot, in particolar modo sono diverse le soluzioni tecniche in comune con Hot Shot II modello numero 58062. Queste sono le parti in comune tra i due modelli a cui si aggiunge parte della minuteria.

Queste sono le caratteristiche principali del telaio BigWig partendo dalla parte anteriore spostandosi verso la parte posteriore:

– grande paraurti anteriore in plastica che protegge completamente le due ruote di forma completamente nuova e unico per questo modello,

– il telaio centrale è in materiale plastico a singolo guscio a forma di vasta con copertura per proteggere elettronica dagli schizzi, dalla polvere, terra e detriti che provengono dalle ruote. Questa soluzione ha obiettivo di rende meno laborioso l’accesso alla elettronica rispetto a quanto non lo fosse con la precedente famiglia Hot Shot. Anche con il telaio Boomerang si è applicata la stessa filosofia progettuale di aprire il guscio della elettronica, però la forma del telaio Boomerang è ancora lineare (riprende la forma del telaio Hot Shot) invece il telaio della BigWig è a V (a sinistra nella immagine)
– sterzo a cremagliera (a destra nella immagine) che è una prima mondiale anche per i progettisti di Tamiya. Una soluzione simile è stata ripresa  sul telaio Tamtech F1,

– sospensione anteriore e posteriore indipendenti a doppio braccio oscillante,
– doppio ammortizzatore C.V.A. nella versione Shot sull’anteriore (a sinistra nella immagine) e doppio ammortizzatore C.V.A. nella versione Long sul posteriore (a destra nella immagine). Questa è una evoluzione di quanto presente sulla Super Shot modello numero 58054

– cerchioni a disco utilizzati solo su questo modello, con ruote dentate in comune con la famiglia Hot Shot

– il motore elettrico è il modello RX540VZ TECHNIGOLD codice 50290 installato di fabbrica su Porsche 959 modello numero 58059, Toyota Celica modello numero 58064 ed Avante modello numero 58072
– pacco batteria in versione speciale da 8,4 V

Il modello non ha mai ottenuto risultati eclatanti in pista anche per lo svantaggio di avere una carrozzeria complessa in Stirene che è un vantaggio aerodinamicamente, ma è uno svantaggio nel peso complessivo. In ordine di marcia Big Wig pesa 1,75 kg che si scontra con i 1,65 kg del modello The Boomerang, modello con cui BigWig condivide la maggior parte delle componenti meccaniche.

Riedizioni

BigWig è stato rilasciato nuovamente alla vendita nel 2017 modello numero 47330. La parte meccanica e il telaio restano sostanzialmente invariati, cambia il motore che diventa una versione speciale del Tamiya GT-Tuned e ovviamente è previsto un controllo elettronico della velocità per batterie da 6,6 e 7,2 Volts.
Le differenze maggiori sono negli adesivi; le regole sul diritto di proprietà dei loghi e dei marchi sono cambiate significativamente tra il rilascio del modello originale nel 1986 e il rilascio della riedizione nel 2017: i marchi sono protetti da diritti di autore. E’ possibile apprezzare le differenze degli adesivi confrontando le due versioni, nella immagine a sinistra il box art del modello originale e a destra il box art della riedizione:

– Ceper diventa Mooncraft,
– Pennzoil (marca di lubrificanti che oggi è ancora operativa sul mercato) diverta Forward,
– Weber (marca di carburatori che oggi è ancora operativa sul mercato) diventa Tamiya

Esteticamente gli adesivi moderni riprendono forma e colori della versione originale; quindi, si apprezza la differenza solo leggendo con attenzione le marche che sono stampate sugli adesivi.

Sono diverse le pubblicità che Tamiya o i vari importatori nel mondo hanno pubblicato sulle riviste di settore, nell’immagine sotto riportiamo un esempio.

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